·Il Masterplan e i pagamenti zero·

Un caso. Lo scatena l’ex direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis su Facebook domenica mattina. Che scrive dopo aver letto le lamentele dei politici abruzzesi, da Camillo D’Alessandro a Marinella Sclocco a Maurizio Di Nicola e persino del nuovo segretario Pd Renzo Di Sabatino, per lo “scippo”, lo chiamano così, delle risorse del Masterplan per la messa in sicurezza dell’autostrada A24 e A25 deciso dal ministro Toninelli. Nessuno scippo, scrive la Gerardis, perché quelle risorse del Masterplan non sono state impegnate. Insomma, sono ancora sogni nel cassetto. 

Cristina Gerardis

“Non è vero che “l’Abruzzo perde 250 milioni di euro già impegnati – scrive l’ex dg – semplicemente perché l’unico presupposto per rimodulare è che non vi siano, sino ad oggi, sulle risorse da rimodulare, impegni giuridicamente vincolanti. Cosa vuol dire? Che in questo momento quella parte di risorse stanziate sul Masterplan Abruzzo sono state sì destinate a progetti, ma mancano vincoli, obbligazioni tali da poterli considerare soldi impegnati. Insomma: non mi pare sia uno “scippo”. 

E si scatena l’inferno: insulti e insinuazioni, smentite, accuse, derisioni. I dem arrivano con le truppe cammellate e attingono a tutto il loro peggior repertorio per insultare il loro ex dg, accusata di “grillineggiare”. Insomma uno spettacolo di quart’ordine.

Ma il problema è un altro: è davvero aria fritta, questo Masterplan?

La verifica di Toninelli in Abruzzo

Carte alla mano: secondo openscoesione.gov.it, il portale governativo sulle politiche di coesione, sono 188 i progetti non avviati dalla Regione Abruzzo. Ci sono opere mastodontiche, per le quali la Regione ha consumato fiumi di inchiostro, decine e decine di comunicati stampa e altrettante conferenze stampa: l’area di risulta della stazione di Pescara, per esempio, da 4 anni e mezzo in itinere, ma ancora niente contratto e niente fondi impegnati; l’ex Manicomio di Teramo, fermo al concorso di idee, zero fondi impegnati; il Porto di Ortona, i depuratori, la deviazione del porto di Pescara, gli impianti sciistici, e via elencando (la lista completa la trovate a questo link; sotto il post invece trovate un elenco parziale). In ogni caso la maggior parte di queste opere non sono state ancora iniziate, anzi l’avvio dei lavori è previsto nel 2019 e persino la data di “inizio effettivo” non è disponibile. 

E la legge su questo punto è molto chiara: perché un’opera sia vincolata, non bastano le convenzioni con gli enti pubblici interessati (come ha detto ieri in conferenza stampa il presidente Giovanni Lolli), né che sia inserita in una banca dati ministeriale, oppure in un bilancio comunale, oppure ancora che sia stata espletata una gara, ma occorre che sia stato stipulato un contratto. Ed è la legge che lo stabilisce. 

La conferenza stampa di Lolli, ieri mattina

Insomma, è un fatto che tanti di quei progetti non sono vincolati. 

Ma la Regione decide di andare fino in fondo: quei soldi, 250 milioni necessari per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 che il governo chiede che vengano anticipati da Abruzzo e Lazio (rispettivamente per 200 e 50 milioni), fondi del famoso Masterplan, non vuole assolutamente regalarli a Genova.

“Sono soldi nostri – ha detto ieri Lolli in conferenza stampa – Voi lo sapete, quando mi incazzo,mi incazzo per davvero”.

Se il governo non dovesse cancellare quella decisione, lui chiamerà a raccolta tutto l’Abruzzo, i parlamentari di ogni ordine e partito, le associazioni, i cittadini:

“L’Abruzzo scenderà in campo per far sentire forte la sua voce contro questo scippo”.

Secondo la Regione quindi,

“dei 753 milioni di euro di fondi Fsc assegnati all’Abruzzo per il Masterplan, l’Abruzzo ha firmato convenzioni con i soggetti attuatori pari a 700 milioni di euro, e progetti per ben 536 milioni sono stati già caricati sulle piattaforme ministeriali e contemporaneamente gli assegnatari hanno caricato i finanziamenti nei loro bilanci, ricevendo in alcuni casi anche degli anticipi”.

Insomma, soldi abruzzesi. Ma non ancora vincolati, relativi a progetti che stanno in alto mare, e che difficilmente vedranno la luce. 

ps 1: ma in ogni caso, il ministero ieri sera ha reso noto che “farà di tutto per ristorare le risorse (che saranno in ogni caso totalmente restituite a partire dal 2021) in legge di bilancio”, proprio allo scopo di non rallentare la progettazione e la realizzazione degli interventi previsti nel Piano di sviluppo. Decisione presa “d’intesa con Sara Marcozzi”, cioè la candidata 5 stelle alla Regione.

ps2: vabbè, nessuno scippo. Però le decisioni del governo non si prendono d’intesa con un consigliere di opposizione, si prendono con i governi regionali, altrimenti la manovra diventa uno spot per la Marcozzi e un ricatto implicito per gli elettori abruzzesi: se non votate la nostra candidata, vi attaccate. Non funziona così.

Giovanni Lolli

Qui sotto alcuni esempi (tratti da opencoesione.it):

1)“Completamento sul porto di Ortona, dragaggio prolungamento diga sud”: costo pubblico 40.500.000, pagamenti effettuati 0.

2)Interventi di valorizzazione ex manicomio di Teramo (costo pubblico 30 milioni, pagamenti effettuati 0)

3)Completamento polo agro-bio veterinario Unite (costo pubblico 18 milioni, pagamenti effettuati 0)

4)Deviazione del porto canale di Pescara (costo pubblico 15 milioni, pagamenti effettuati 0)

5)Camera stagna nuova sede di Colleatterrato (costo pubblico 15milioni, pagamenti effettuati 0).

6)Pagamento acquedotto del Ruzzo (costo pubblico 13.764.000, pagamenti effettuati 0)

7)funicolare di collegamento tra il campus di Chieti e il centro della città (costo pubblico 13 milioni, pagamenti effettuati 0).

8)Riqualificazione area urbana area risulta (costo pubblico 12 milioni, pagamenti effettuati 0).

9)Sistemazione e recupero funzionale per raggiungimento giacimento turistico reliogo (costo pubblico 9 milioni, pagamenti effettuati 0)

10)Messa in sicurezza strada Val di Fino, connessione costa teramana, parco Gran Sasso (costo pubblico 8.500.000, pagamenti effettuati 0)

11)Ristrutturazione degli spazi ex manicomio (costo pubblico 7.500.000, pagamenti effettuati 0)

12)Interventi per la valorizzazione delle stazioni invernali Maielletta, Passolanciano lotto 3 (costo pubblico 7.300.000, pagamenti effettuati 0); lotto 1 (costo pubblico 5.250.000, pagamenti 0) lotto 2 ( costo pubblico 2.910.000, pagamento 0).

13)Diga di Chiauci, opere di completamento (costo pubblico 6.750.000, pagamenti effettuati 0); lotto 9 (costo 4 milioni, pagamenti 0); messa in sicurezza della diga (costo 3.202.000, pagamenti 0).

14)Nuova mobilità per il Gran Sasso del futuro (costo pubblico 6 milioni, pagamenti 0).

15)Ampliamento piastra logistica interzonale della Val di Sangro (costo pubblico 5.500.000, pagamenti 0).

16) valorizzazione di Villa Torlonia e parco Torlonia (costo pubblico 4.700.000, pagamenti effettuati 2.018,20)

17)Museo del Mare (costo pubblico 4.500.000, pagamenti 0).

18)Sistema depurativo area comuni Altino, Atessa, Borrello ecc (costo pubblico 4.400.000, pagamenti 0); comuni Ortona, Poggiofiorito ecc (costo 4.080.000, pagamenti 0)

19)Restauro fortezza Civitella del Tronto (costo pubblico 4.000.000, pagamenti 0)

20)Depuratore Spoltore-San Giovanni teatino-Pescara, terzo stralcio (costo pubblico 4 milioni, pagamenti 0)

21) Completamento sistema filoviario di Chieti (costo 4 milioni, pagamento 0)

22)Manutenzione e messa in sicurezza Fondovalle Triste (costo 4 milioni, pagamenti effettuati 0)

23) polo culturale integrato di Chieti con riallocaione della biblioteca De Meis (costo 4 milioni, pagamenti 0).

24) collettore fognario Tornimparte (costo pubblico 3.952.000, pagamento 0).

25) fosse Imhoff e collettori del Chietino (costo 3.856.997,29, pagamenti 0)

26) parco didattico del Lavino (costo 3.500.000 pagamenti 0).

27) depuratore Tortoreto Lido e Giulianova, secondo lotto (costo 3.300.000, pagamenti 0)

28) collettore fognario Lucoli e frazioni di Sassa (costo 2.808.000, pagamenti 0).





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