·Il gran ballo del manager·

Alzo le mani, decidete voi: ha detto così Luciano D’Alfonso, sul nuovo manager della Asl dell’Aquila lui non ci vuole mettere bocca. Il presidente della Regione Abruzzo ufficialmente resta fuori. Tanto ad agitarsi al posto suo ci pensano gli altri. A cominciare dal sindaco del capoluogo Massimo Cialente e da sua Peppanza, cioè il presidente del Consiglio regionale Peppe Di Pangrazio che è marsicano ma ha mire espansionistiche da quel dì.

Massimo Cialente

Massimo Cialente

Una rissa infinita, liti e messaggi incrociati, nomi che vanno e soprattutto vengono. E il rischio che sul successore di Giancarlo Silveri si consumi la prima vera grande spaccatura nella maggioranza, dopodiché andrebbe a farsi benedire pure la Asl unica, se non c’è già andata di suo.

Insomma, la nomina del manager Asl è imminente. Da una parte c’è il sindaco che invoca lo straniero: qui ci vuole uno di fuori, dice Cialente, al di sopra delle parti, sennò di litigare non finiamo per adesso. Il primo nome messo sul tavolo è stato quello del direttore amministrativo di Roma 2, Silvia Cavalli, che è stata anche all’Aquila e a Lanciano, sempre come direttore amministrativo. Una del team di Francesco Zavattaro, manager a Chieti. E la sua candidatura ha retto finché non è finita a Report, nella trasmissione di Milena Gabanelli sul caro estinto. Non proprio una bella figura, meglio lasciar perdere.

Silvia Cavalli

Silvia Cavalli

Di straniero in straniero, si arriva al nome di Antonello Maraldo, attuale direttore dell’Inail a Teramo e prima all’Aquila, ed ex direttore amministrativo sempre ai tempi di Caporossi a Lanciano. Era stato in ballo per la Asl di Teramo ma poi all’ultimo momento D’Alfonso gli preferì Fagnano. Quindi andrebbe risarcito. Un nome che potrebbe stare bene anche al parlamentare Pd Maria Amato, che non è propriamente allineata alle posizioni di D’Alfonso e Paolucci, ma in questi giorni dalla Regione partono segnali di pace nei confronti del Vastese: innanzitutto, dopo la protesta dei sindaci, il governatore ha riacciuffato per i capelli un po’ di progetti e li ha inseriti nel Masterplan, tanto che lo stesso Gabriele Marchese, uno di quelli che aveva alzato la voce più degli altri, ha dovuto dirgli grazie; e poi in primavera a Vasto ci sono le elezioni e i voti della Amato, dopo la rinuncia di Angelo Bucciarelli, sono in caduta libera e si rivelerebbero utilissimi per il sostegno al candidato di Paolucci, Francesco Menna.

Antonello Maraldo

Antonello Maraldo

Possibile? Possibile, anche se questo di Maraldo sarebbe solo un ponte lanciato verso la pasionaria del Pd, che non ne sa nulla: <Non sento Maraldo da una vita e nessuno mi ha detto nulla>, dice la Amato.

Gli aquilani da questa gara sembrano tagliati fuori. Cialente, che non si capisce se per conto suo o per conto terzi (magari proprio di D’Alfonso che in ogni caso gli dovrà garantire il rientro sulla scena alla scadenza del mandato da sindaco), punta sull’uomo di fuori. E ha messo il veto sul nome di Patrizia Masciovecchio, responsabile della Medicina legale dell’Aquila. Non si sa se per vecchie ruggini personali (fu lei a firmargli l’ordine di servizio con cui gli vietava di lavorare la notte, quando decise di tornare al lavoro in ospedale), o se per evitare di scontrarsi con gli sponsor degli altri candidati, come il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che porta Alessandro Grimaldi e Masciovecchio espressioni della Asl e dell’Universita’come lo stesso Di Pangrazio che vorrebbe Sabrina Cicogna, una volta candidata manager in quota centrodestra e con la Destra candidata alle elezioni. Giovanni Lolli, dal canto suo, si astiene: così dice, per lo meno.

Patrizia Masciovecchio

Patrizia Masciovecchio

E mentre gli incontri vanno avanti, nessuno fa i conti con Pietrucci, che su questa partita ha deciso di giocarsi la carriera (politica):

<Io chiedo che in questa fase di passaggio, in attesa della Asl unica o delle due Asl, la direzione generale venga affidata a un aquilano, o comunque a qualcuno che sia espressione di un ospedale dell’Aquilano. Occorre che D’Alfonso senta i sindaci e le espressioni del territorio. Troppi danni sono stati fatti nelle gestioni passate, alcuni reparti come Oncologia sono in condizioni pietose, c’è bisogno di qualcuno che conosca bene la realtà sanitaria. Per me due nomi spendibili sono quelli di Grimaldi e della Masciovecchio. Lo straniero? Questo è uno schiaffo in faccia che io non mi prenderò, sono pronto a uscire dalla maggioranza>.

Alessandro Grimaldi

Alessandro Grimaldi

Insomma, tira bruttissima aria. Se la spunta Cialente con Maraldo, la spunta anche D’Alfonso.  Se nominano Grimaldi o Masciovecchio, vince, forse, Pietrucci. Se fanno la Cicogna, sua Peppanza.

ps: poi si capisce perché sotto sotto si volevano tenere Silveri.




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