·Il duchino non ha i titoli, la Regione paga·

La Regione Abruzzo non poteva nominare Vincenzo Rivera direttore di dipartimento della Presidenza e dei rapporti con l’Europa: non aveva i requisiti. E la giunta guidata da Luciano D’Alfonso quando lo ha nominato ha fatto una forzatura, assumendo un “comportamento non corretto”. E’ l’ennesima conferma che lo stile Dalfy si fa beffe di leggi e regolamenti. E adesso la Regione, a causa sua, è stata condannata dal giudice del lavoro dell’Aquila a risarcire a un ricorrente il 60 per cento delle differenze retributive per tre anni.  La sentenza è di due giorni fa, le motivazione saranno depositate tra sessanta giorni. Ma alla Regione minimizzano: Rivera resta al suo posto, la causa è stata intentata solo per il risarcimento del danno.

Vincenzo Rivera

Tutto comincia quando il dirigente regionale  Carlo Massacesi impugna la selezione indetta dalla Regione a gennaio dello scorso anno per individuare il nuovo direttore del dipartimento della presidenza e ai rapporti con l’Europa al posto di Giovanni Savini che se ne va sbattendo la porta: il bando è aperto ai dirigenti regionali e agli esterni con particolari requisiti. La scelta viene poi fatta dalla giunta, su proposta del presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Partecipano alcuni dirigenti regionali tra i quali, appunto, Massacesi. Che nonostante i titoli viene scaricato: al suo posto Dalfy nomina Vincenzo Rivera. E’ il primo passo di una carriera sfolgorante che lo porterà a diventare direttore generale al posto di Cristina Gerardis.

Peccato però che Rivera non abbia i requisiti: non ha mai svolto funzioni dirigenziali  e soprattutto non ha esperienza “pluriennale”. Lui, infatti, nella giunta Del Turco ha svolto soltanto il ruolo di coordinatore della segreteria, altro che dirigente. Ma il duchino aquilano, a dispetto di tutto e di tutti, ottiene il massimo del punteggio. Massacesi a quel punto va dal giudice al quale chieder di accertare il “non corretto comportamento della Regione” e lamenta di aver perso così benefici professionali e patrimoniali. Il giudice, due giorni fa, gli dà ragione e la Regione, difesa dall’avvocato Buscemi dell’avvocatura dello Stato, è costretta a battere in ritirata.

Cristina Gerardis

No, l’incarico di coordinatore della segreteria di Del Turco secondo Massacesi, non è un incarico dirigenziale: Rivera fu nominato da Del Turco e non ha certo dovuto superare un concorso. Un incarico politico, niente di più.
ps: Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 60 giorni. E’ certo che per la Regione la decisione del tribunale costituisce un pericoloso precedente: anche perché Rivera di lì a poco è stato anche nominato direttore generale. E se non aveva i requisiti per fare il direttore di dipartimento, figuriamoci per fare il direttore generale.




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