·Il concorso infinito fermo alla Regione·

Telenovela è dire poco. Perché non è solo un’interminabile sequenza di atti incomprensibili ma  soprattutto una storia con un finale ancora appeso a tanti punti interrogativi. Un concorso da dirigente amministrativo di area giuridico-amministrativa alla Asl di Chieti che si è svolto a porte chiuse ed è stato annullato dal Tar, almeno per quanto riguarda le prove orali. E che adesso, dopo l’insediamento della nuova commissione, dopo un’audizione in Commissione di vigilanza di un delegato della Asl, dopo esposti e sollecitazioni, è di nuovo al palo perché la Regione ha nominato un membro della commissione incompatibile e non si decide a indicare un sostituto. Tutto fermo nel cassetto dell’assessore Nicoletta Verì. E sono passati cinque anni cinque.

L’assessore Nicoletta Verì

Una brutta storia. 

E’ il 26 agosto scorso quando la vincitrice del ricorso al Tar, Angela Gnagnarella, scrive al collegio sindacale della Asl di Chieti e alla Commissione di vigilanza della Regione per denunciare il fatto che nonostante la sentenza fosse del 9 maggio e quindi di tre mesi prima (sentenza con cui il Tar aveva annullato tutti i verbali “in cui si sono stabilite le modalità di espletamento delle prove orali incompatibili con la presenza di tutti i candidati all’esame di ciascuno di essi, nonché l’esito delle prove orali stesse e la conseguente graduatoria finale del concorso”), la Asl se ne era infischiata e non aveva dato esecuzione alla sentenza. Non solo: aveva mantenuto in vita i contratti di lavoro stipulati a dicembre 2018 per effetto di quel concorso. Insomma, la Asl continuava a pagare i vincitori di un concorso illegittimo e annullato dal Tar. 

Il nuovo manager Thomas Schael

Poi alla Asl è arrivato il nuovo manager Thomas Schael che il 3 ottobre scorso nomina una nuova commissione composta da dirigenti esterni alla Asl di Chieti e manda a casa tutti gli assunti del concorso annullato, interrompendo l’immobilismo della facente funzioni Giulietta Capocasa. Poi, convocato dalla commissione di vigilanza proprio per riferire su questo concorso, lui non ci va e manda invece Stefano Spadano, il direttore degli Affari legali: un segnale di netta dissociazione dalla gestione precedente, o almeno così viene interpretato il suo gesto. 

Tutto a posto? Proprio per niente: poco dopo si scopre che il componente della commissione di nomina regionale, Simone Aquilanti, è incompatibile e tutto torna al punto di partenza. A quanto pare il Servizio competente ha provveduto a indicare un sostituto ma la delibera non è ancora arrivata in giunta e sonnecchia nel cassetto dell’Assessorato alla Sanità, rendendo impossibile alla commissione di riunirsi per fissare una nuova data per l’orale da replicare. 

Ma vale la pena ricordare che cosa era successo: il Tar aveva stabilito che le modalità di espletamento delle prove orali del concorso fossero “incompatibili con la presenza di tutti i candidati all’esame di ciascuno di essi”, aggiungendo che è llegittimo impedire ai candidati di assistere alle prove anche solo degli altri candidati che li precedono nell’ordine di esame scelto dalla commissione, per rispetto alle regole di trasparenza, imparzialità e buon andamento del concorso”. 

E’ quindi diritto di ogni candidato assistere all’estrazione a sorte dei quesiti e agli esami degli altri “al fine di verificare di persona il corretto operare della commissione e l’assenza di parzialità nei propri confronti”.

Candidati al concorso

Insomma, la prova orale del concorso di Chieti è stata svolta con modalità illegittime rispetto a tutti i candidati, ha stabilito il Tar. Che ha ordinato l’immediato annullamento di tutti “i verbali delle prove orali, l’esito e la graduatoria finale”. Infatti, il 5 novembre del 2018, il giorno degli orali i candidati, secondo il racconto della Gnagnarella, “sono stati invitati a sostare tutti in una stanza diversa da quella di esame, alla quale hanno potuto accedere uno alla volta, senza poter assistere agli esami degli altri e senza poter avere contatti con l’esterno durante l’attesa”.

E in ogni caso il Tar aveva anche stabilito l’obbligo da parte della Asl di nominare una commissione nuova di zecca, nomina che è stata possibile solo grazie al nuovo manager: ma adesso, di nuovo, tutto si è inceppato. 

ps: Nessuno rimuove il componente incompatibile, i mesi passano, il concorso è fermo. Gli interrogativi restano.




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