·Ubi Maior: il Classico ospite della Chiavaroli·

Il Liceo Maior nuovo di zecca e appena inaugurato non aveva fatto il pieno di iscrizioni così come la sua fondatrice aveva sperato. E nonostante una ricerca porta a porta, con la richiesta agli amici degli amici di trasferire i propri figli nelle aule del liceo privato, alla fine l’ex sottosegretaria alla Giustizia Federica Chiavaroli si era dovuta accontentare di una inaugurazione in tono ridotto.

Fino all’altro ieri, quando la Provincia di Pescara ha deciso di trasferire lì, proprio nei locali in via Tirino rimasti vuoti per deficit di adesioni, le terze classi del Liceo classico D’Annunzio, in particolare le sezioni A, B, C ed E. Con l’opportunità, per i ragazzi, di poter usufruire dei test di accesso alle facoltà universitarie messi a disposizione, a pagamento, dallo stesso liceo dell’imprenditrice Chiavaroli. Tutto deciso all’esito di una ricerca di disponibilità alla quale non avevano risposto né il Ravasco né il Domus Mariae, entrambe chiuse: nessuno poteva immaginare infatti che la riapertura di quelle aule avrebbe fruttato circa 5 mila euro al mese per tutto l’anno scolastico. Piccola fortuna che adesso toccherà al liceo Maior.

E’ stato un apriti cielo: da parte dei genitori dei ragazzi del quinto anno, innanzitutto, che con una lettera infuocata alla preside, hanno manifestato il loro dissenso:

“Abbiamo appreso con sgomento della decisione del consiglio d’istituto di esiliare le quinte classi in un edificio scolastico a 3 km di distanza dalla sede centrale del liceo, a 3 km dalla sua ricca biblioteca, a 3 km dei laboratori, a 3 km dagli uffici di segreteria, a 3 km dal centro pulsante della cultura della nostra città; tutto questo senza avviare un dialogo con tutti coloro che saranno coinvolti da questa scelta che non condividiamo sia per metodo che per merito”.

I genitori rilanciano sottolineando le enormi difficoltà che i ragazzi erano già costretti ad affrontare con la settimana corta:

“Con due giorni a settimana in cui nostri figli sono costretti ad uscire da scuola alle 2:40, senza aver pranzato ancora, decentrare il luogo del loro impegno scolastico li costringerà ad un rientro nelle proprie abitazioni ancor più ritardato, comprimendo ancora di più il tempo dello studio”.

Insomma, secondo i genitori, se il distanziamento per il Covid rendeva necessario una delocalizzazione di alcune classi, queste dovevano essere scelte tra quante avevano un minore carico di ore, in modo da assorbire meglio i tempi del rientro a casa.

Tutti scontenti quindi. A eccezione dell’ex sottosegretaria Chiavaroli. 

ps: senza dire della correttezza e del buon gusto. Un politico che nella sua carriera ha avuto anche responsabilità di governo dovrebbe tenersi lontano da commesse e rapporti d’affari con le pubbliche amministrazioni.




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