·Il canto delle cicale·

Come si chiama il canto delle cicale?

Me lo chiedo tutte le estati. Mi dico “Non lo so”, e vado avanti.

* * *

Qualche giorno fa, il mio cellulare, che conosce i miei interessi meglio di me, mi ha proposto un articolo su questi  “Venti anni senza Gassman”. Alludeva a Vittorio, l’attore scomparso appunto venti anni fa, in questo periodo.

Ho sempre associato Vittorio Gassman all’estate. Come le cicale.
Forse perché ero bambino quando vidi per la prima volta “Il Soprasso”, un film che mi incantò da subito. C’era tutto in quel film. La risata, il dramma, il coraggio, la paura, la vita e la morte. Tutto in una giornata d’estate. 

* * *

Mi è capitato di incontrare Vittorio Gassman in tre diverse occasioni, nell’arco di pochi anni. La prima volta intorno al 1990, allo stadio. Ero con il mio amico di sempre, in uscita dalla curva sud, lui con il figlio più piccolo, in uscita dalla Monte Mario. Aveva il passo affrettato di chi cerca di guadagnare secondi, spesso decisivi, per evitare il traffico del rientro. 

La seconda volta fu al cinema Mignon, una domenica mattina del 1992. Per celebrare il trentennale del film, l’Unità aveva organizzato una proiezione in sala, con successivo “dibattito”; tra gli ospiti lui, Vittorio Gassman. Si presentò senza barba e disse di averla tagliata quella stessa mattina, per cercare di non sfigurare troppo rispetto all’immagine di trenta anni prima. Seppure non gli piacesse per nulla invecchiare e si fosse reso conto, ancora di più dopo essersi tagliato la barba, che il confronto era esteticamente impietoso, disse che da anziano era comparso, tra le rughe del volto, un barlume di pensiero di cui  si sentiva orgoglioso. 

La terza ed ultima volta fu nel 1994, nell’unica estate della mia vita in cui, sia pure per pochi giorni, mi spinsi in montagna. Passeggiava insieme alla moglie e sembrava quasi venirmi incontro, così che fu naturale fermarlo. Con un rispettoso “lei”, osai chiedergli l’autografo, che poi sarebbe il selfie del secolo scorso, e lui, dandomi ovviamente del tu, accettò di buon grado. Gli porsi l’unica carta che trovai nei pantaloni, un biglietto usato del treno, e Gassman, rigirandolo tra le mani, ci scherzò su: “Ma che è una cambiale?”. Si era fatto ricrescere una lunga barba bianca e pensai che era bellissimo, anche se non lo dissi. Effettivamente il pensiero che traspariva dalle rughe del volto lo rendeva magnetico. Avrei voluto dire qualcosa di significativo, invece riuscii a farfugliare solo una confusa considerazione di apprezzamento su “Il Sorpasso”. Mi salutò con una pacca sulla spalla e riprese il cammino.

Davanti a sé aveva ancora sei anni, anche se non lo sapeva. Sei anni possono essere tanti o pochi a seconda dei punti di vista e delle aspettative che si nutrono. Per un malato terminale sono il dono di una seconda vita. Per un uomo giovane, o comunque non anziano, qualcosa che può persino assomigliare a una condanna a morte. Per lui? 

* * *

Ho scoperto leggendo l’articolo proposto dal mio cellulare che una poesia molto amata da Vittorio Gassman era “Je voudrais pas crever”, di Boris Vian, che in italiano significa “Io non vorrei crepare”. Digitando il titolo su google se ne trova una versione recitata proprio da lui. E’ effettivamente una poesia molto densa e ricca di immagini vitali, corrispondenti a ciò che proprio non si vorrebbe perdere prima di crepare, appunto. Tra le altre cose che non si vorrebbe perdere, c’è “la terra, che a giugno crepita e sbotta di odori”. Fa effetto ora sentirgli recitare il verso sapendo che proprio nel mese di giugno se n’è andato.

* * *

Se incontrassi oggi Vittorio Gassman, non gli parlerei de “Il Sorpasso”.  Gli direi che il mese di giugno sbotta anche di suoni. Per esempio il canto delle cicale. Che cantano, cantano, cantano, senza paura di morire, anche se poi muoiono, prima che finisca l’estate in cui hanno cominciato a cantare. Forse gli chiederei un selfie, ma soprattutto gli rivolgerei una domanda, questa volta in forma diretta: ”Almeno tu, Vittorio, sai dirmi come si chiama il canto delle cicale?”.




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