·I sindacati di Camillo·

C’è una guerra di sindacati, in Abruzzo. E sindacati che non esitano a schierarsi col padrone, in questo caso la Regione Abruzzo, e che per difenderlo, dichiarano uno sciopero dei trasporti contro un consigliere regionale per le dichiarazioni fatte su Facebook. E’ una situazione paradossale, ridicola, pesante, incredibile, dannosa per i lavoratori, per i pendolari, per gli stessi sindacati. E per la stessa Regione che se si muovesse con maggiore responsabilità e intelligenza, saprebbe che così non va da nessuna parte. Una prova muscolare, una esibizione di forza, una specie di accanimento terapeutico quello del non più consigliere delegato ai Trasporti Camillo D’Alessandro che dovrebbe veleggiare tranquillo verso Roma, dopo la sua elezione a deputato, invece intigna ancora in Abruzzo. E quello dei sindacati della Cisl, Uil e Cisal che addirittura dichiarano uno sciopero di quattro ore per il prossimo 25 maggio 2018 contro il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci il quale ha chiesto di discutere la riforma dei trasporti anche con la Cgil, mai invitata al tavolo delle trattative.

Pierpaolo Pietrucci

Guarda un po’, solo due giorni fa D’Alessandro e Pietrucci si erano scontrati su Facebook (e Mapero’ ne ha scritto proprio ieri, l’articolo leggetelo qui):

“Le scriventi Segreterie Regionali sono stupefatte dal balletto di comunicazioni che rimbalza in queste ore sui social tra autorevoli rappresentanti delle istituzioni regionali (ultimi in ordine di tempo l’On. D’Alessandro e il Consigliere Pietrucci) e dal rischio di veder vanificato il lavoro svolto faticosamente in questi mesi”.

Si fanno carico, queste sigle, di criticare aspramente Pietrucci, sulla falsariga di D’Alessandro, e col quale navigano d’amore e d’accordo:

“Abbiamo preso atto della sua assenza alla riunione del 13 aprile, convocata dalla Presidenza della Regione, che gli avrebbe fornito una possibilità di confronto sia con altri interlocutori che con tutte le rappresentanze sindacali”.

Camillo D’Alessandro capostazione

Insomma, secondo le tre sigle, tagliare va bene perché non si parla di aree interne o aree penalizzate ma solo di “aree a domanda debole”:

“Vedere un Consigliere Regionale e Presidente di Commissione, che dovrebbe rappresentare tutto l’Abruzzo, ergersi a difensore degli interessi degli iscritti di una sola sigla sindacale  è sorprendente ed ancor di più lo è la dichiarazione di voler assoggettare al “nulla osta” della stessa la discussione di un vitale provvedimento legislativo da parte della Commissione Regionale dallo stesso presieduta”.

Si augurano, i sindacati, che i lavori della seconda commissione

“siano condotti nel rispetto delle regole istituzionali”,

e così proclamano uno sciopero. Uno sciopero contro chi? Non contro la Regione, visto che hanno sposato la riforma dei Trasporti firmata dal buon Camillo. E mai gli farebbero un dispetto. 

ps: ve li immaginate che in Abruzzo si fermano i trasporti, un servizio pubblico essenziale, non per una vertenza contrattuale, non per un conflitto col padrone, ma per una bega tra consiglieri regionali? Quando questo caso arriverà alla Commissione di garanzia, ci sarà da farsi delle grosse risate.  




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