·I regali di Marsilio alle cliniche·

C’è un pasticcio grosso come una casa intorno ai contratti con le cliniche private. Ci sono regole cancellate, facilitazioni, aiuti e aiutini che servono ad aggirare leggi, in particolare il decreto 64, e soprattutto la famosa sentenza del Consiglio di Stato del 6 giugno scorso, che Maperò ha pubblicato ieri (e che potete leggere cliccando qui). 

Marco Marsilio e Nicoletta Verì

La Regione Abruzzo targata Marco Marsilio ha brigato in ogni modo per eliminare i pochi paletti che regolavano i rapporti tra ente pubblico e imprenditori della sanità privata e lo ha fatto con una serie di incredibili acrobazie che servono ad eliminare ogni tipo di controllo sul fatturato dei privati. 

Il Consiglio di Stato, ma prima ancora il Tar, aveva blindato il decreto 64 che regola i protocolli di appropriatezza per il pagamento dei budget alle cliniche (e che stabilisce, in pratica, che i privati non possano ricoverare pazienti per discipline diverse rispetto a quelle accreditate, e se sforano non possono gravare sui bilanci dell’ente pubblico). Ma la Regione non si è allineata (e avrebbe dovuto farlo da tempo, perché prima ancora del Consiglio di Stato, che tra l’altro aveva già respinto una richiesta di sospensiva,  anche il Tar si era pronunciato così) e anzi, qualche giorno dopo la sentenza, l’ha bellamente aggirata cancellando dai contratti il potere di controllo da parte delle Asl e cioè la regola, sancita dal decreto, che imponeva alle cliniche di comunicare alle Asl il numero dei pazienti ricoverati e dimessi. Più assist di così. 

Ma vediamo cosa è accaduto: nella vecchia stesura, (per intenderci, quella della ex giunta D’AlfonsoPaolucci) i contratti prevedevano che le cliniche dovessero comunicare alle Asl di appartenenza l’impegnativa dei pazienti, poi il numero dei ricoverati “suddivisi in relazione alle singole discipline e ai relativi posti letto accreditati e ai relativi posti letto”, il numero dei ricoveri diurni e ordinari; il numero dei pazienti dimessi. Insomma tutti quei dati che servono alle Asl per monitorare il flusso dei pazienti di ogni clinica per poi pagare correttamente ogni prestazione. Questo passaggio è stato cancellato dal nuovo contratto predisposto da Marsilio & c con la delibera numero 348 del 18 giugno scorso: le cliniche non sono più tenute a fornire i dati sul numero dei ricoveri. 

Ma non finisce qui. Marsilio & Verì fanno di più, molto più di quello che si potrebbe immaginare: nella vecchia formulazione dei contratti era prevista anche la possibilità di una “occasionale ed eccezionale oscillabilità tra il 10 e il 30 per cento” del fatturato ma solo “per motivate esigenze, comunque segnalate e autorizzate dalla Asl di appartenenza”.

Insomma ogni deroga doveva essere autorizzata: questo passaggio scompare dal contratto approvato da Marsilio e dall’assessore Nicoletta Verì. Nei nuovi contratti viene prevista una oscillabilità del 20 per cento e non sarà necessaria nessuna motivazione specifica e neppure l’autorizzazione della Asl: le cliniche potranno fare di testa propria e aumentarsi il fatturato senza troppe spiegazioni.

A parte il regalo alle cliniche private, l’operazione concepita dalla nuova giunta regionale comporta alcuni problemi di legittimità: intanto un contratto non può derogare a una legge e ogni tipo di variazione della programmazione sanitaria dovrebbe anzi essere decisa dal Consiglio regionale (e non dalla giunta); poi è davvero incredibile che la giunta abruzzese decida di aggirare una legge e una sentenza del Consiglio di Stato in modo così palese e diretto, azzerando i paletti che consentono di controllare le cliniche private (la delibera viene approvata pochi giorni dopo); e per finire, le stesse Asl adesso non sanno più se dovranno attenersi alla legge (che prescrive controlli rigidi sulla base dei dati forniti giornalmente dalle cliniche) oppure sui nuovi contratti. 

ps: Un bel pasticcio, ma soprattutto un altro bel regalo alle cliniche private.




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