·Il malato (non) puo’ attendere·

Quel giorno stazionavano nel reparto più di 50 pazienti. Malati gravi, malati di leucemia, malati con tumori solidi. C’era un caldo insopportabile, la stanza dell’attesa e’ piccola e afosa. Loro aspettavano pazienti il proprio turno, attese di ore e ore perché i letti del day hospital sono pochi. Comincia così la lettera che il presidente della
Provincia di Pescara Antonio Di Marco ha inviato al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e al manager della Asl Claudio D’Amario dopo una visita ai reparti di oncologia e di ematologia dell’ospedale di
Pescara, fiori all’occhiello della sanità abruzzese. O almeno così dovrebbe essere. “Sono rimasto molto colpito”.

Di Marco  col dottor Di Bartolomeo

Di Marco
col dottor Di Bartolomeo

Una sala d'attesa

Una sala d’attesa

È rimasto colpito, Di Marco, dal l’inadeguatezza degli uffici, dalla scarsità del personale “che so essere ben nota”, e soprattutto dalla convivenza di tanti pazienti sottoposti a chemioterapia e quindi con gravi immunodeficienze in una piccola stanza, esposti alle infezioni “potenzialmente anche mortali”. Condizioni di grave precarietà, condizioni di scarsa dignità, condizioni di pericolo, di enorme sacrificio e rischio per i malati, segnala il presidente della Provincia. Nel totale abbandono anche le famiglie che li assistono. Una voce nel silenzio.

Un altro momento  della visita

Un altro momento
della visita

Queste sono le condizioni della sanità in cui sono costretti a vivere migliaia di pazienti. Pazienti e medici che combattono per la vita, ogni giorno. La Regione e’ distante anni luce: non si può aspettare che i conti tornino in ordine o l’uscita dal commissariamento o che un manager se ne vada per rimboccarsi le maniche. Bisogna mettersi a lavorare e subito, trovare le risorse immediatamente, anche quelle che non ci sono, bisogna mettere al chiodo i manager non graditi. Perché la vita di queste persone non può aspettare.
(E non fate finta di niente perché tanto e’ agosto e dovete andare in vacanza).

La lettera, se volete, potete leggerla qui

 

 




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