·I dottorissimi di D’Alfonso·

E adesso avranno un privilegio in più. Certo dovranno fare il concorso, e superare le prove, che saranno dure e serissime come per tutti gli altri comuni mortali. Ma intanto, alla fine avranno un titolo che peserà moltissimo nelle graduatorie e nei concorsi, un titolo che per tanti è difficilissimo da conquistare, soprattutto se lavori. E che aprirà le porte alla carriera universitaria. I dipendenti della Regione Abruzzo di categoria C e D in possesso di laurea magistrale, compresi quelli dello staff del presidente, e quindi assunti senza concorso, adesso potranno accedere ai dottorati di ricerca, anche in sovrannumero.

D'Alfonso e D'Amico

D’Alfonso e D’Amico (a destra)

Luciano D'Amico

Luciano D’Amico

Lo stabilisce una convenzione firmata dal presidente Luciano D’Alfonso e dal rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico, che è anche presidente della neonata società di trasporti Tua.

Allora, lo sappiamo tutti: il dottorato è un titolo accademico post lauream corrispondente al terzo ciclo dell’istruzione universitaria. Per l’ammissione occorre superare un selettivo concorso pubblico per esami per un numero di posti che è meglio che ti metti l’anima in pace.

Però se vinci, vieni ammesso a un corso triennale di studi che comporta lo svolgimento di attività di ricerca. Adesso, dal 1984, il dottorato è stato aperto ai dipendenti pubblici che per il periodo di studio potranno addirittura fruire di un congedo straordinario. In Abruzzo, a maggior ragione: da sempre tra Regione e Università di Teramo ci sono ottimi rapporti. Tra l’altro, nello staff del presidente da pochissimo è stata distaccata una universitaria, Sabrina Saccomandi, membro del cda e responsabile dell’area ricerca di Unite, oltre che della commissione pari opportunità della Regione.

Sabrina Saccomandi (a sinistra) intervistata da Tania Bonnici Castelli

Sabrina Saccomandi (a sinistra)

La convenzione, sottoscritta il 6 agosto scorso, prevede l’ammissione in sovrannumero dei dipendenti della Regione Abruzzo. Il motivo che ispira lo schema è il fatto che la Regione “ha precipuo interesse all’altissima formazione e qualificazione del proprio personale anche mediante percorsi di ricerca e formazione individuale”. E così, visto che il 23 luglio l’Università di Teramo aveva bandito il corso in “Processi di armonizzazione del diritto tra storia e sistema”, che è proprio quello aperto ai dipendenti regionali (la prova scritta ci sarà domani, 17 settembre), ecco che si aprono le porte dell’Università ai fedelissimi e dottorissimi di D’Alfonso.

 





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