·Ho visto·

Ho visto il sole affacciarsi dalla duna che mi ha visto bambino. 

Ho visto un nonno accompagnare il nipote agli allenamenti di calcio; arrancava per una malattia degenerativa che rendeva lentissimi i movimenti, ma comunicava amore, allegria e orgoglio.

Ho visto una zingara, in metro, cantare Besame mucho.

Ho visto una donna anziana, seduta su una panchina, dire tra sé e sé, con un filo di voce, “sembra ieri che ero giovane”, mentre un suo coetaneo pattinava, libero e leggero, sul mattonato dello stesso parco di quartiere. 

Ho visto un merlo avvicinarsi all’involucro, gettato a terra, di una merendina, afferrarlo con il becco e portarlo sopra un lampione, per gustarne le briciole.

Ho visto due ragazze uscire da una birreria e prendersi per mano.

Una suora guardare una vetrina zeppa di cellulari di ultima generazione, entrare nel negozio e puntare i modelli più costosi.

Una donna, in motorino, piangere dietro la visiera del casco.

Un immigrato, al semaforo, cercare di vendere la sua misera mercanzia (tre accendini e due arbre magique) da improvvisato venditore ambulante e, intanto, guardare con invidia un altro immigrato, vestito da operaio, alla guida di un mezzo da lavoro.

Una ragazza muta impegnata in un video selfie.

Ho visto una prostituta, al lato della strada, ascoltare la musica dal proprio cellulare, con l’aria sognante.

Ho visto un uomo rovistare nel cassonetto dei rifiuti, trovare un oggetto metallico e metterlo da parte come se fosse un tesoro.

Una barista passare lo straccio, alla chiusura del locale, accennando dei passi di danza.

Ho visto un ragazzo e una ragazza dodicenni darsi un bacio “a stampo”.  

Ho visto una famiglia di nomadi viaggiare a bordo di un camper malridotto, sul portellone posteriore un adesivo a forma di cuore.

Ho visto un ragazzo di vent’anni giocare come il bambino che è ancora e il padre guardarlo come il bambino che è stato e che sarà sempre.

Ho visto la luna, piena, sopra di noi, illuminare il mare e indicarci la via.




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