·Hillary meglio dei precari·

Tutti precettati, all’ordine del giorno del Consiglio regionale d’Abruzzo  c’è una variazione di bilancio importante. Anzi importantissima: i finanziamenti dei Centri di ricerca del settore agricolo i cui dipendenti sono senza stipendio da mesi. La chiamata alle armi viene rivolta anche ai tre ribelli, che si mettono una mano sulla coscienza e si presentano in aula. Ma la scoperta che fanno è da mettersi le mani nei capelli: insieme agli stanziamenti per i Centri di ricerca abruzzesi una morra di finanziamenti a pioggia per teatro, iniziative culturali, calamità naturali e sagre di paese. Per un totale di due milioni di euro.

D'Alfonso con l'ambasciatore Usa

D’Alfonso con l’ambasciatore Usa

Una serie di emendamenti a pioggia (alcuni sacrosanti, altri meno) che
però vengono bloccati perchè per fortuna la maggioranza di centrosinistra si dissolve come neve al sole: i ribelli fanno mancare il numero legale e lo stesso presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso se ne va di corsa a Roma, invitato dall’Ambasciatore Usa a seguire in diretta i risultati delle elezioni americane, così dice agli oppositori. Vero o falso che sia, fino alle 21 ha partecipato a un incontro sul dopo-terremoto.

Dalfy sempre con l'ambasciatore

Dalfy sempre con l’ambasciatore

E così sfumano, ma soltanto per ora, i finanziamenti alla Perdonanza celestiniana (50 mila euro) al Mastrogiurato di Lanciano (125 mila euro), alla Giostra cavalleresca (50 mila), al Festival letterario John Fante (15 mila), al Festival della Partecipazione dell’Aquila (10 mila), al Comune di Montenerodomo per il progetto De Thomasis (5 mila), per la manifestazione “Un mosaico per Tornareccio (5mila), per il teatro Marrucino (250 mila), per il Teatro Fenaroli (35 mila), l’Ente manifestazioni pescaresi (100 mila), per la Società della musica Riccitelli di Teramo (50 mila), per l’Istituto Tostiano (30 mila).
ps: Tutto al palo: le “marchette bipartisan” come le ha definite il movimento Cinquestelle e i finanziamenti ai Centri di ricerca che stanno morendo di fame. Ma chi se ne importa, c’è la sfida Trump-Hillary. Mica cavoli.




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