·I conti tornano ma non troppo·

E alla fine sono stati approvati. Però sette sono stati rispediti al mittente con richiesta di rettifica. E uno in modo particolare è passato sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti e dichiarato inizialmente “parzialmente irregolare”. Per fortuna il capogruppo ha restituito di tasca propria più di 30 mila euro di somme contestate, mettendo poi tutto a tacere.

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Il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio

Via libera sofferto dopo tre mesi agli 11 rendiconti dei gruppi consiliari della Regione Abruzzo da parte della Corte dei Conti, tre mesi durante i quali sono state riscontrate parecchie irregolarità soprattutto sulla “mancata iscrizione delle spese nelle corrette voci del rendiconto”. Alla fine della prima verifica soltanto i rendiconti di tre gruppi consiliari sono stati giudicati regolari, per altri otto (Pd, Nuovo centrodestra, Italia dei Valori, gruppo Misto, Sel, 5 stelle, Abruzzo futuro, Forza Italia) è stato necessario avviare altre istruttorie.

Ma l’attenzione della Corte dei Conti si è focalizzata soprattutto sul rendiconto di Forza Italia che anche dopo il supplemento di istruttoria, risultava ancora irregolare per un importo di 30.337,03 euro, spese quindi dichiarate inammissibili. Ma, come scrive l’organo contabile,

<non conseguono obblighi restitutori in quanto il presidente del gruppo ha provveduto alla restituzione integrale delle somme contestate>.

Quindi, Lorenzo Sospiri, prima che scoppiasse il caso, ha messo mano al portafogli e ha chiuso il caso.

Lorenzo Sospiri con Mauro Febbo

Lorenzo Sospiri con Mauro Febbo

Ne prendono di soldi, i gruppi consiliari. Dall’avvio della decima legislatura alla fine del 2015, hanno beccato la bellezza di 2 milioni 145 mila euro circa. I contributi assegnati sono di due tipi: per le spese di funzionamento e per il personale. In tutto, nella decima legislatura, il Pd ha incassato circa 694 mila euro, Regione facile 152 mila, Centro democratico 76 mila, Abruzzo civico 152 mila, Italia dei valori 76 mila, Sel 76 mila, Movimento 5 Stelle 422 mila, Forza Italia 324 mila, Nuovo Centro destra 76 mila, Abruzzo futuro 64 mila, Gruppo misto 34 mila.

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In pratica, solo per il personale, i gruppi hanno speso un milione 343 mila euro circa, che sono 43.305 euro circa per 31 consiglieri. Di questa somma, un milone 206 mila sono somme liquide trasferite dal Consiglio regionale e 136 mila euro corrispondono al costo figurativo del personale messo a diretta disposizione di alcuni gruppi. Al totale va comunque aggiunto l’avanzo dell’esercizio precedente, di 323 mila euro, e altre entrate per 672 euro, per un totale di un milione 666 mila euro circa.

Quindi, tirando le somme, l’onere sostenuto dal Consiglio regionale per le spese di personale dei gruppi è pari alla bellezza di 2 milioni e rotti di euro.

Una somma, spiega la Corte dei Conti, destinata ad aumentare in quanto è stata introdotta una norma che impone l’adeguamento ai contratti nazionali e regionali, inclusi i buoni pasto e i compensi per il lavoro straordinario.

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Altro discorso per le spese di funzionamento: a ogni gruppo spetta una quota pari a 5 mila euro moltiplicata per il numero dei componenti. Sono esclusi i gruppi composti da un solo consigliere, ad eccezione di quelli che escono così dalle elezioni. L’ammontare totale di fondi trasferiti dal Consiglio per le spese di funzionamento dei gruppi è stato pari a 221.697 euro, a cui vanno aggiunti 45 mila di avanzo del 2014 e di 15 mila circa derivanti da altre entrate, per un totale di 281 mila euro.

<Le spese effettivamente sostenute nel 2015 – scrive la Corte – si sono mantenute al di sotto del predetto tetto, attestandosi complessivamente a 211 mila euro circa, con un conseguente avanzo di 70 mila euro>. Che salgono a 100 mila considerando i famosi 30 mila e rotti restituiti dal gruppo di Forza Italia>.

Insomma, i gruppi ora stanno più attenti alle spese, anche a causa della morsa strettissima dei controlli da parte dell’organo contabile. Sia per il funzionamento che per il personale. In quest’ultimo caso, preferiscono far ricorso alle agenzie interinali,

<in alternativa all’assegnazione diretta di risorse del Consiglio regionale, con contenimento degli oneri complessivi>.

Quindi promossi, ma per il rotto della cuffia

ps: e grazie a qualche aggiustamento in corso d’opera.




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