·Grimaldi, per la Direr procedura illegittima·

Una procedura illegittima, già contestata dall’autorità giudiziaria: è quella che ha adottato la giunta regionale abruzzese di centrodestra guidata da Marco Marsilio, per la nomina di Emanuela Grimaldi a Direttore della Presidenza e ai rapporti con l’Europa. Lo afferma il sindacato dei dirigenti Direr, in una nota inviata ieri mattina al governatore. Una nota durissima, che segna la prima rottura ufficiale tra governo e dipendenti, una rottura che interviene alla prima nomina firmata da Marsilio, e che anticipa una serie di ricorsi da parte dei partecipanti esclusi dal bando.

La notizia, anticipata da Maperò ieri mattina (il link lo leggete cliccando qui), è di quelle che ha messo in subbuglio tutti i piani alti della Regione Abruzzo: la Grimaldi, arrivata alla Regione dalla Asl di Teramo grazie a un comando di sei mesi in piena stagione di centrosinistra (era stata voluta fortemente dall’ex presidente Luciano D’Alfonso e dall’ex assessore alla Sanità Silvio Paolucci), aveva partecipato al bando scaduto il nove aprile scorso. Esperienza maturata nel campo amministrativo, settore sanità alla Asl di Teramo e prima ancora nel campo della comunicazione con la società Emmelle dove si è occupata di pubbliche relazioni,  è la compagna del presidente della sezione civile del tribunale di Pescara, Carmine Di Fulvio e, secondo il curriculum, non ha maturato esperienze nel campo delle politiche comunitarie né tantomeno ha mai diretto un Dipartimento. 

Il sindacato sottolinea che l’avviso della Regione continuava a richiedere un elemento non previsto dalla normativa vigente, e cioè la presentazione di una “relazione progettuale che illustri una proposta di analisi organizzativa e gestionale della direzione per cui si concorre”, che è stato mantenuto nel bando nonostante i rilievi della Direr. 

La giunta regionale

Non solo:

“La scelta per il prestigioso incarico apicale di Direzione è caduta su  una candidata in comando da altra amministrazione, che ha da poco tempo iniziato ad esercitare funzioni dirigenziali (con neanche 5 anni di anzianità nella dirigenza),  peraltro vincitrice di un concorso sul quale è pendente un ricorso”.

Marsilio invece è di tutt’altro avviso e nella delibera di nomina scrive di aver scelto la Grimaldi rispetto agli altri competitor perché è

“l’unica che ha svolto in un tempo recente rilevanti compiti di staff e supporto di carattere tecnico-giuridico e organizzativo in un ente di indubbia complessità strutturale e gestionale quale quello di un Asl. Gli altri dirigenti di ruolo vantano esperienze e competenze che attengono ai compiti e funzioni del Dipartimento ma tali esperienze e competenze sono di carattere settoriale e specialistico. Particolarmente apprezzabili sono le attività svolte dalla dottoressa Grimaldi presso la Asl e presso la Regione, di coordinamento e supporto nei tavoli tecnici, oltre a quelle di elaborazione di atti di indubbia complessità e rilevanza in ambiti connotati da significativi impieghi di risorse pubbliche”.

Silvana De Paolis, della Direr

Insomma, per il governatore non ci sono dubbi, e va “apprezzato”, oltre il corso di laurea concluso col massimo dei voti (110/110) e il percorso post-universitario, anche il progetto presentato: quindi ha le carte in regola per fare il direttore di Dipartimento.

Proprio no, secondo la Direr. Per cambiare la macchina amministrativa regionale bisogna cambiare passo e cominciare dalla scelta della classe dirigente, e in primis dagli incarichi apicali per i quali

“è imprescindibile partire da valutazioni comparative sui requisiti di competenza e professionalità”. Quindi le procedure vanno rimesse “sul corretto binario della legalità, della trasparenza e della meritocrazia – rincara la dose Silvana De Paolis, segretario regionale area Direr-Sidirss – con l’obbligo per l’amministrazione di procedere ad effettiva comparazione dei titoli e dei requisiti nonché di esternare le ragioni giustificatrici alla base di ogni scelta”.

Così non è stato, a quanto pare:

“La prima nomina del governo di centrodestra appare in perfetta continuità con quello precedente, di centrosinistra con  il rischio che possa continuare la  conflittualità sulla materia del conferimento degli incarichi dirigenziali, sulla quale essendoci già precedenti sentenze, anche la nuova amministrazione rischia condanne risarcitorie, come la vecchia”.

Dal precedente bando era risultato vincitore, in era D’Alfonso, Vincenzo Rivera: la sua nomina fu impugnata dal dirigente Carlo Massacesi al quale il tribunale ha dato ragione, condannando la Regione a risarcirgli i mancati compensi, stabilendo che Rivera non avesse i titoli per ricoprire quel ruolo. Adesso la storia si ripete.

La Direr ricorda che secondo la recente giurisprudenza qualora

“l’amministrazione non abbia fornito nessun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella selezione dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile. Non era certo questo che la dirigenza si aspettava dal Presidente Marsilio”

ps: insomma Marsilio ha trascorso tre mesi a fare visite e ora scivola sulla prima nomina.




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