·Trotta ma non galoppa·

E’ come quando muore lo zio d’America: qualche lacrima, un po’ di ricordi, dispiacere quanto ne vuoi, ma poi arriva il gruzzolo e ci si consola. E così oggi è l’ultimo giorno per il manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario che ha già provveduto con una cena a salutare i suoi fedelissimi. Poi ha voluto sistemare le cose, gli incarichi e i bandi di gara, come lo zio anziano che, appunto, lascia un po’ di rendite ai nipoti lontani (e vicini), paga le bollette, sistema i sospesi, liquida la badante.

Claudio D'Amario

Claudio D’Amario

E così ha fatto. Negli ultimi due mesi di gestione (gentilmente concessi dalla giunta di Luciano D’Alfonso, che avrebbe potuto anche chiedergli di fare gli scatoloni un po’ più in fretta, visto che l’incarico in Campania D’Amario lo ha assunto a dicembre), mai viste tante delibere, tanti incarichi, tanta prolifica attività. Solo nel mese di febbraio ha affidato 64 incarichi medici, tra contratti nuovi, rinnovati, concorsi, avvisi, borse di studio. E anche gare e appalti non si contano. E poi ci sono le delibere per l’assegnazione dei premi ai dirigenti amministrativi e di fascia medica. Così, tanto per agevolare il lavoro del suo successore.

Una fra le tante, molto in linea con quello che succede in questi mesi alla Regione: la delibera è la 223 e riguarda la nomina del direttore del dipartimento di salute mentale, per tre anni. Si sa, il direttore di dipartimento viene nominato dal manager sulla base di una rosa di candidati proposta dal Comitato di dipartimento che a sua volta la vota. E così il 27 gennaio è uscita la rosa, i nomi sono tre: Marilisa Amorosi, con 3 preferenze, Sabatino Trotta (direttore uscente) con 2 e Renato Cerbo con 4. Poi, visti i risultati, ai tre medici è stato chiesto un programma e guarda un po’ alla fine, sulla base del programma, è stato scelto e nominato Trotta, quello che ha preso meno voti. Non un po’ di meno, proprio quello che ha fatto ultimo.

L'ospedale di Pescara

L’ospedale di Pescara

Nella delibera seguono tre pagine di spiegazioni: il programma di Trotta, scrive il manager, presenta <una maggiore adeguatezza delle linee progettuali> rispetto agli altri due.

<In particolare il progetto di Trotta offre una visione d’insieme di strategie e interventi concreti e innovativi, a valenza dipartimentale ed extradipartimentale, denotando chiarezza di intenti e dettagliata elencazione delle azioni>, eccetera eccetera.

E sarà sicuramente così: Trotta sarà il più bravo e il suo progetto migliore. Ma perchè farli votare, allora? Alla fine, sarà lui a dirigere il dipartimento di salute mentale per i prossimi tre anni: prenderà 18.667 euro quest’anno (solo per la funzione di direttore), altri 21.333 nel 2017 e poi la stessa cifra nel 2018. Con buona pace di tutti gli altri.

Ps: nessuno scandalo: anche alla Regione fanno così.




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