·Giunta, ultima chiamata·

Qui non si tratta di litigare per le poltrone, ma quando mai. Si tratta di rispetto, rispetto per il voto degli abruzzesi. Così parlò Giuseppe Bellachioma, il capo indiscusso della Lega abruzzese e uomo di fiducia di Matteo Salvini, uno che lui chiama confidenzialmente “Matteo”. E Matteo sull’Abruzzo non è che vuole metterci becco. Di più.

“Io con Matteo condivido tutto – spiega Bellachioma – e intanto abbiamo deciso di dividere il percorso per la formazione della giunta in due step: prima l’indicazione delle posizioni e poi i nomi, degli assessori e degli assessorati”.

Insomma, per ora niente sanità a me e protezione civile a te, ma solo numeri. E i numeri li fornisce il solito e bistrattato ma sempre valido manuale Cencelli: che stabilisce un assessorato per ogni eletto, e il totale non si discute, fa quattro. Quattro poltrone alla Lega più la presidenza del Consiglio. Naturalmente poco rimane per gli altri partner del centrodestra, anche se negli ultimi tempi le richieste si sono fatte esose. 

Sono giorni decisivi questi: intanto ieri sera all’Hotel S nell’area industriale di Pescara, Bellachioma ha incontrato i dieci consiglieri eletti ai quali ha illustrato i metodi che seguirà la Lega per la formazione della giunta. E poi da oggi tutti al lavoro intorno al tavolo: Marco Marsilio da domenica ha finito il riposo festeggiando a Roma il suo compleanno, il primo da presidente della Regione Abruzzo (“Il regalo più importante me lo avete fatto voi abruzzesi. Grazie ancora”, ha scritto su Facebook”), e ora vuole che prenda corpo al più presto la sua giunta. Che entro sabato, subito dopo la proclamazione degli eletti (che stabilirà chi dovrà entrare tra Mauro Febbo ed Emilio Iampieri), sarà presentata agli abruzzesi.

Esosi, sì, hanno pretese troppo alte gli alleati della Lega, a cominciare da Forza Italia per finire a Fratelli d’Italia passando per Gianluca Zelli.

“Esiste il manuale Cencelli – ribadisce Bellachioma –che misura il rapporto peso-potenza. Non alzo barricate ma esigo rispetto. Così come noi alla fine abbiamo accettato il nome di Marco Marsilio, e abbiamo fatto una campagna elettorale ventre a terra con Salvini che ci ha messo la faccia trainando alla vittoria tutto il centrodestra, adesso i nostri alleati si facciano i conti. Se non ci sarà rispetto, agli abruzzesi glielo dirò: in caso contrario, e se tutto andrà come deve, io sono pronto a chiudere la giunta in due ore”.

Dice bene lui. Però ora gli azzurri pretendono due assessorati, uno addirittura per Marianna Scoccia, da poco adottata dalle file dell’Udc dopo la scomunica di Marsilio. Certo, ora Nazario Pagano ed Enrico Di Giuseppantonio sono pappa e ciccia e sabato sera, per consacrare il patto della Scoccia, hanno aperitivato insieme da Camparino a Pescara.

Nazario Pagano
Enrico Di Giuseppantonio

“Ma la Scoccia prima dovrà farsi il suo periodo di purgatorio, dimostrando di saper lavorare bene per il centrodestra, e poi si vedrà. A Forza Italia un assessorato basta e avanza, visto il risultato”.

E Fratelli d’Italia vuole un assessorato oltre alla presidenza.

“E mi pare un po’ troppo, anche in considerazione che avranno pure il sottosegretario – commenta Bellachioma –Persino Zelli, con un solo consigliere, come fa a pretendere un assessorato?”

Marianna Scoccia

Insomma, vista così ci sarà da litigare. Invece no, Bellachioma non vuole dare questa impressione.

“Il rispetto è il rispetto, però se ci sarà da cedere qualcosa…certo le nostre sono richieste più che legittime”.

Non arretra di un millimetro Etel Sigismondi, coordinatore del partito della Meloni:

“Noi chiediamo anche un assessorato, credo che la quadra si possa ottenere ridimensionando qualche richiesta”.

Ma capire quanto la Lega sia disposta a cedere, è un po’ difficile. E siamo solo al primo step. Il secondo, e cioè i nomi degli assessori, seguirà a ruota.

Matteo ha già i curriculum di tutti gli eletti, e li sta studiando. Insieme, cercheremo di valutare competenze ed esperienze, e così usciranno gli abbinamenti. Nessuna preferenza, prevarrà  il merito”.

ps: bentornato manuale Cencelli. Meglio della Bibbia, almeno in politica. 




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