·Giulianova, pasticciaccio Lega·

E proprio adesso, a un passo dal riconteggio dei voti, a un passo da un possibile ribaltone, a un passo dal sogno della sua vita, lui si ritira. Anzi, ritira il ricorso lasciando la poltrona a Jwan Costantini, senza (apparentemente) un vero perché. Che gli ha preso a Pietro Tribuiani, candidato sindaco della Lega a Giulianova che ha perso le elezioni per 59 voti (ma solo 12 sono quelli contestati)? Se lo chiedono tutti, e tutti immaginano le peggio cose. Accordi sottobanco, conventicole, i soliti patti tra politici, la promessa di qualcosa, forse un incarico, eccetera eccetera: e se fosse davvero così basterebbe aspettare qualche giorno per scoprire la verità.

Pietro Tribuiani

Eppure le ipotesi sono altre, e addirittura ancora più sconcertanti. E’ un fatto che appena appresa la decisione di Tribuiani, il nuovo segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo ha preso le distanze, annunciando che il Carroccio restarà all’opposizione:

Tribuiani – recita una nota del coordinatore abruzzese – ha assunto tale decisione a titolo personale e senza aver ricevuto il parere positivo del partito in merito. Ritengo che la verifica su alcune operazioni di spoglio elettorale avrebbe fatto chiarezza su una serie di dubbi finora emersi, riconsegnando piena legittimità alla elezione del sindaco Costantini nel caso in cui le verifiche ordinate dal Tar avessero dimostrato la correttezza delle operazioni elettorali o di giustizia qualora il responso avesse dato esito negativo ribaltando il risultato elettorale. La Lega è un partito che agisce con trasparenza e coerenza e pertanto non condivide la scelta personale del consigliere Tribuiani“. 

Luigi D’Eramo

E in effetti le cronache raccontano di un viaggio dell’ex candidato sindaco a Roma, nei quartieri leghisti, con tanto di foto in compagnia di Gianni Mastrilli e del vice coordinatore nazionale della Lega Andrea Crippa con notizie a corredo non proprio positive: “Non ci sono buone nuove dalla Capitale per quanto riguarda il ritiro del ricorso da parte di Tribuiani”. Tradotto significa: non rompete le scatole in Abruzzo, restiamo concentrati sulle elezioni in Umbria. Quindi alla fine lui potrebbe davvero aver fatto di testa sua. 

Tribuiani con Salvini

E in effetti se così fosse, D’Eramo potrebbe decidere di deferirlo ai Probiviri, e forse questo potrebbe essere il modo per dimostrare che davvero la Lega non condivide e non ne sapeva nulla.

Non sufficiente però a chiarire cosa sia accaduto nella testa di Tribuiani. Che, è bene ricordarlo, a giugno scorso è stato tirato fuori dal cilindro dall’allora coordinatore Giuseppe Bellachioma: nessuno lo conosceva e molti lo ritenevano un candidato debole, anzi debolissimo. E infatti.

Tribuiani con Bellachioma

Allora, dicono in ambienti della Lega, potrebbe essere andata così: primo, che Tribuiani abbia sperato fino all’ultimo che il Tar potesse decidere direttamente che il vincitore fosse lui, senza passare per le elezioni; secondo, che alla vigilia del riconteggio abbia cercato almeno di farsi garantire la ricandidatura a sindaco (nel caso in cui il riconteggio l’avesse premiato) e anche un sostegno politico ed economico (due campagne elettorali sono pesanti da sopportare) e che la Lega non gliel’abbia garantito. Anzi, come segnale di discontinuità anche rispetto alla precedente gestione di Bellachioma, abbia fatto intendere chiaramente che il candidato sindaco, nel caso di riconteggio favorevole, sarebbe stato un altro. Tribuiani allora avrebbe fatto un ragionamento basico: se tutto resta com’è, almeno io resto consigliere, sia pure di opposizione, invece se si dovesse tornare al voto invece io torno a casa. Certo, cattiverie, anche perché  lui invece sostiene che  ha voluto evitare il commissariamento per la città che ama.

ps: Comunque siano andate le cose, la Lega fa una figuraccia. L’ennesima. E di fatto consegna Giulianova alla coalizione di Cistantini: quella Giulianova che insieme a Montesilvano era stata barattata con Pescara per la scelta del candidato sindaco. 




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