·Dove la Lega non lega·

Se c’è un posto dove il centrodestra si ritrova in mille pezzi questo è Giulianova: qui c’è un candidato imposto dalla Lega, Pietro Tribuiani, molto vicino a Piero Fioretti (assessore regionale e braccio destro di Giuseppe Bellachioma) che correrà sostenuto solo da Idea di Gaetano Quagliariello; e c’è il coordinatore di Forza Italia Jwan Costantini che ha deciso di rompere gli indugi e si candiderà a sindaco, sostenuto da sette liste sette.

E ieri, quando alla fine Costantini ha pubblicato su Facebook la sua intenzione di mollare tutto (carica di coordinatore e casacca azzurra) per poter correre liberamente, dando uno smacco alla Lega e al suo candidato che si candida con sole tre liste, Nazario Pagano ha commissariato il partito a Giulianova. Altro non poteva fare, visto che la Lega non poteva mica accettare che a Pescara il centrodestra corresse unito, e a Giulianova no. Ma tanto del partito qui gli è rimasto poco, a Pagano, pochissimo.

Da queste parti chi dice Lega dice danno, e in tutto il Teramano i candidati imposti a mezzo stampa hanno creato le condizioni per una vera e propria fronda all’interno del centrodestra. Ma non ci sono soltanto i malpancisti di Forza Italia: pochi giorni fa è stata commissariata anche la sezione di Fratelli d’Italia visto che il suo coordinatore Paolo Vasanella aveva osato ribellarsi all’ordine arrivato dall’alto. Il risultato è che anche i fratellini alla fine correranno da soli, con una lista civica che si chiama “L’Altra Giulianova”. Insomma, un fuggi-fuggi. E un centrodestra spaccato in mille pezzi.

Jwan Costantini

“Se mi si chiede di scegliere tra la mia appartenenza partitica e la mia città non ho dubbi: scelgo Giulinova – ha scritto Costantini su Facebook- è davvero singolare che quelli che in passato hanno criticato scelte suppostamente prese a Teramo, ora si inchinino a decisioni prese addirittura fuori provincia o fuori regione, e che accettino che Giulinova venga trattata come il vicolo stretto o il vicolo corto del Monopoli della politica extra territoriale”.

Quello che Costantini e i suoi 96 candidati rimproverano alla Lega (e a Pagano che ha accettato supinamente) è di non aver condiviso la scelta del candidato sindaco ma di aver calato il nome dall’alto: Tribuiani, appunto. E ora è fatta: il centrodestra correrà spaccato che più spaccato non si può. Ed è probabile a questo punto che gli azzurri di Pagano non riusciranno neppure a fare le liste, e forse non ci riuscirà neppure Fratelli d’Italia. 

Nazario Pagano

La regia di questa operazione, dicono i maligni, è di Paolo Gatti, grande amico di Costantini, anche se lui dice ma quando mai, la  politica attiva non la fa più. Ma forse la responsabilità è più che altro dell’insipienza di un partito che ha lasciato fare, ostaggio di molti individualismi ed egoismi. Fatto sta che Forza Italia in provincia di Teramo praticamente non esiste più. E addirittura a Sant’Egidio alla Vibrata, storica roccaforte di centrodestra, saranno due i candidati della Lega, mentre a Mosciano il centrodestra candiderà un ex renziano. A distanza di soli due mesi dalle Regionali, quando prese il 33 per cento, la Lega da queste parti sta pericolosamente andando verso la sconfitta (alle Provinciali non ha eletto nessuno). 

E tutto è cominciato quando la Lega ha ceduto la pedina di Pescara a Nazario Pagano, rivendicando Montesilvano e Giulianova. Pensando di non provocare risentimenti né reazioni, a chi staranno mai a cuore Montesilvano e Giulianova, hanno pensato Bellachioma e i Salviniani? Ai giuliesi e ai montesilvanesi, naturalmente.

ps: Ma loro non lo avevano considerato.




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