·Per chi suona la Sirena·

La storia? Ma quale storia, la storia è lui, che ha 47 anni e a Francavilla c’è nato, e la storia che conosce non è per niente bella, dove l’avete studiata la storia voi? Quello è un palazzo vecchio, un peso per la città. Punto. E va abbattuto, Palazzo Sirena. Perchè deve diventare una piazza, un luogo di aggregazione, dove si canta e si balla, il fulcro e il cuore di Francavilla.

Palazzo Sirena a Francavilla

Palazzo Sirena a Francavilla

Ma un sindaco pro tempore, che si chiami Antonio Luciani o Pincopallo, può cancellare per stizza orgoglio rabbia o mera ambizione personale o mania di grandezza (quella che porta lui e tanti come lui a voler lasciare un segno che sia anche di distruzione), il simbolo di Francavilla, il palazzo che più fa parte del suo patrimonio identitario? No, non può.
Non si fermerà di fronte a menzogne e a mistificazioni, ha detto Luciani, e anzi: la gente della sua generazione gli chiede di andare avanti, e anzi cosa stai aspettando, datti una mossa, infischiatene. Hai perso tempo, la città deve rinascere. E non fa niente che così cancelli  un pezzo di storia (“che storia, quale storia, ha solo 13 anni”) e calpesti la volontà di tanti cittadini e di tanti intellettuali, Luciani caterpillar passa sopra a tutto e a tutti.

Il sindaco Antonio Luciani

Il sindaco Antonio Luciani

Palazzo Sirena sta per essere abbattuto, 129 anni di storia cancellati. Il Palazzo frequentato dagli artisti del Cenacolo di Michetti, la scrittrice Matilde Serao, e Gabriele D’Annunzio, Francesco Paolo Michetti, Edoardo Scarfoglio, Costantino Barbella, Francesco Paolo Tosti, Basilio Cascella.

“Il cenacolo si erge in questo ultimo Ottocento come divinità amoreggiante con la giovane Sirena, nata fra i marosi dell’Adriatico”, “E’ cosa abituale intanto, per Tosti, Michetti, D’Annunzio e Barbella trascorrere qualche ora ad un tavolino della Sirena, frammentando i pensieri nel tempo e nello spazio”, scriveva Fiorella Ricci.

Il primo edificio viene realizzato in stile Liberty su progetto dell’architetto Antonino Liberi, il cognato di D’Annunzio e viene inaugurato il 22 luglio 1888 con una serata danzante organizzata dal Vate: la cronaca mondana viene raccontata sulla Tribuna di Roma nell’articolo “La vita e il mare”.

“La lista delle stupende signore presenti è veramente ricca. Per tutte c’è una caratteristica incorniciata nella danza, nel canto, nel discorrere, nel sguardi languidi e fulminanti: marchese, contesse, baronesse, Martinetti, Fontanella, Gaudiosi, Castelluccio, Corvi, Ricci, Sanità e le nobildonne Sardi De Letto, De Angelis, Tedeschi, Mezzanotte, Vinca Delfino Sorge e tante altre”,

scriveva D’Annunzio. Francavilla  viene inclusa per decreto ministeriale tra le stazioni italiane di Cura, soggiorno e Turismo: era l’8 marzo 1927.

Il pontile

Il pontile

Insomma, richiamo per turisti , sede di un circolo, punto di riferimento per tutti, fino ai giorni nostri: “Vediamoci di fronte a Palazzo Sirena”, anche adesso funziona così.
Poi durante la seconda guerra mondiale il  Palazzo viene raso al suolo insieme al resto della città:

“Non un albero né una casa sono rimasti in piedi: il muro più alto vi arriva al ginocchio…il vento non solleva un granello di polvere”, scriveva Flaiano nell’immediato dopoguerra.

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E quando i francavillesi tornarono, non trovarono più nulla; nel 1946 iniziarono i lavori di ricostruzione del Palazzo, nello stesso punto e con la stessa vocazione: e il Sirena, prima opera post bellica, divenne il simbolo della ricostruzione e della rinascita di Francavilla. Per tutti, doveva rappresentare il simbolo della Resurrectio della cittadina: venne ricostruito su progetto dell’ingegnere Vittorio Ricci secondo lo stile razionalista dell’epoca e i locali furono divisi tra il Circolo Sirena e il Gran Caffè Sirena al piano terra.
Ecco, la storia e l’identità di Francavilla sono indissolubilmente legate al Palazzo Sirena, anche se è stato ricostruito e non è più quello originario, e forse soprattutto per questo. Perchè i cittadini di Francavilla l’hanno voluto fortemente, quando sono tornati a casa, perchè rappresentava la voglia di rinascere, di ricominciare.

Il manifesto

Il manifesto

E’ difficile, per il sindaco Luciani, capirlo. Sostiene che il palazzo è inagibile da 22 anni, che è pericolante, che è inutile. Sostiene che lì ci vuole una piazza per organizzarci i concerti, eppure le perizie commissionate dal Comune hanno certificato che Palazzo Sirena è solido e che può essere messo in sicurezza con un minimo investimento.
Bisogna fermarlo. Fermare le manie distruttrici del sindaco, anche se eletto col 60 per cento dei voti. Bisogna che qualcuno gli spieghi che la storia non si misura con gli anni di un edificio, ma con la vita delle persone. La storia è relativa, e ci sono edifici storici  importanti e intoccabili che hanno solo 40 anni e ci sono edifici ingegnosi progettati solo dieci anni fa che nessuno si sognerebbe di cancellare. Il Palazzo Sirena è un edificio storico, perchè legato a doppio filo alla storia della città. Conservarlo significa aver rispetto della storia di Francavilla, e di tante generazioni di cittadini. Demolirlo è un insulto.
ps: Spiegateglielo, al sindaco Luciani.




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