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Non era bastato il cazziatone dell’Europa e la messa in mora per i fondi europei non spesi, pensate alle cose serie e non alle Carte di Pescara e ai Masterplan, hanno detto a Bruxelles al governatore dell’Abruzzo, perchè questi almeno sono soldi sicuri. Ora ci si mette pure il Sole 24 Ore a mettere in fila le Regioni per la capacità di spesa dei fondi europei, con l’Abruzzo a fondo classifica.

Savini, Di Rino e Gerardis

Savini, Di Rino e Gerardis

Un quarantotto. Ieri mattina alla Regione Abruzzo sono volati santi e madonne, con il presidente Luciano D’Alfonso che ha chiesto formalmente le dimissioni del Direttore del Dipartimento per i rapporti con l’Europa Giovanni Savini, dal quale voleva sapere giorno e ora in cui avrebbe levato le tende. Telefonate minacciose, parole forti, scambi di mail, tuoni fulmini e saette: da rintuzzare c’erano pure le parole di due esponenti di Forza Italia come Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che naturalmente sulla notizia ci si sono buttati a pesce. Ma inutilmente a tarda sera sono usciti due comunicati a firma del direttore generale Cristina Gerardis e del sempre osservante consigliere Alberto Balducci: l’articolo del Sole è basato su dati vecchi di mesi e l’Abruzzo sta recuperando il tempo perduto da altri, sottolinea la Gerardis.

Giovanni Savini

Giovanni Savini

Eppure c’è poco da stare tranquilli, e a dispetto delle dichiarazioni ufficiali la situazione è gravissima, e lo testimoniano le comunicazioni interne della stessa Regione.
Ci sono problemi, eccome, sostengono gli apparati, per fondi Fesr relativamente alla quota di finanziamento regionale per un totale di 12 milioni di euro, che potrebbero essere sbloccati con la nuova legge di bilancio, ma adesso sono ancora a carissimo amico.
E problemi ci sono anche per i fondi Fse, per i quali la Regione ha dovuto realizzare un adeguamento informatico, portandosi dietro una serie di ulteriori ritardi.
Per il resto è tutta una serie di farò, uscirà, vedremo. Insomma, solo e soltanto assicurazioni: entro ottobre-novembre, sostengono i dirigenti, dovrebbero uscire i bandi su ricerca e sviluppo per 15 milioni di euro, sul trasferimento tecnologico (4 milioni), sulle aree di crisi (23 milioni), entro dicembre perchè manca ancora l’ok del presidente sulla riduzione del rischio idrogeologico (25 milioni), sul risparmio energetico negli edifici pubblici (7 milioni), sulle aree protette (4,5 e 3 milioni), mentre risulta avviato il bando per la banda larga (19 milioni).

Cristina Gerardis

Cristina Gerardis

Ma anche per i fondi Fse c’è una lunga serie di rinvii, a novembre e dicembre, nel disperato tentativo di non lasciare inutilizzati quei fondi: Cruscotto lavoro (1,6 milioni), Formazione (2,2 milioni), assunzione per garanzia over (4,7 milioni), Botteghe di mestiere (un milione), rafforzamento uffici giudiziari (1,4 milioni), dote di comunità (1,4 milioni), industria sostenibile (1,4 milioni), scuole aperte e inclusive (2 milioni), Abruzzo carefamily (3,8 milioni), eccetera eccetera.

Insomma ritardi e inadempienze, con una notizia in più: il 95 per cento dei risultati che ogni dirigente avrebbe dovuto raggiungere entro le tre scadenze del 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre non sono stati neppure indicati. E soprattutto la bellezza di 231 milioni e rotti di fondi Fesr e di fondi Fse per altri 142 milioni, rischiano di restare per sempre al palo: perché sarà difficile recuperare in due mesi il tempo perso in un intero anno di (non) lavoro.
ps: e il risultato è drammatico: imprese e lavoro fermi, con un’intera Giunta regionale in campagna elettorale permanente ed effettiva.





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