·D’Amario, Giochi preziosi·

E prima di andarsene, l’ex manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario lascia il conto da pagare alla Regione Abruzzo. Che proprio male non l’ha trattato, anzi. E non pochi spiccioli: 191 mila euro e rotti per i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia del 2015, che Pescara ha ospitato per una settimana, dal 28 agosto al 6 settembre. La delibera fa parte del gruppone di febbraio, in mezzo a incarichi assunzioni e premi di produttività, che alla fine della fiera alle tasche pubbliche costerà l’ira di dio.

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All’interno c’è la distinta di pagamento, per ogni prestazione una somma: ma i nomi dei beneficiari, guarda un po’, sono segreti. Omissis.

E insomma, D’Amario nella delibera spiega che la Regione in occasione dei Giochi, ha affidato alla Asl di Pescara

<la realizzazione di ogni utile iniziativa volta a garantire gli interventi di assistenza ed emergenza sanitaria connessi, direttamente o indirettamente, alla manifestazione di che trattasi>.

Su quell'<indirettamente> ci sarebbe molto da dire, ma è chiaro che rappresenta quello spazio liquido dove può confluire di tutto.

Comunque: la Regione scrive che le spese <saranno compensate nell’ambito del fondo sanitario regionale> e che le eventuali spese aggiuntive extra Lea per interventi di soccorso, <potranno trovare capienza nelle risorse del Par-Fsc destinato all’evento>. Spese eventuali, scrive la Regione. Così eventuali che alla fine eccole qua.

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E d’altronde, precisa la Asl, i Giochi hanno determinato

<l’insorgenza di specifici fabbisogni sanitari, considerato l’elevato numero di sportivi partecipanti alla suddetta manifestazione oltre al cospicuo afflusso di accompagnatori>.

Così cospicuo che la Asl ha dovuto far fronte anche rivolgendosi a <soggetti terzi> che operano in convenzione con l’Azienda. Ma chissà perché poi molti di loro vengono coperti con l’omissis.

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In ogni caso il coordinatore dello staff di D’Amario, Francesca Rancitelli chiede prima il conto al direttore del dipartimento di emergenza-urgenza, quindi separa le spese ordinarie da quelle extra. E poi, dopo il timbro del manager ormai ex, batte cassa alla Regione per farsi rimborsare le prestazioni extra.

Tra le spese pubbliche, non coperte da omissis, c’è il personale 118 e di Rianimazione (88.340 euro), il personale di pronto soccorso (27.150), quello di ortopedia (19 mila), la Croce rossa di Spoltore e Penne (16.314). Ma anche l’Organizzazione direzione coordinamento (5 mila).

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Insomma, questi 191 mila euro rappresentano le spese sanitarie extra, perché la Regione nella convenzione con la Asl aveva stabilito che le spese ordinarie per i Giochi sarebbero state “compensate col fondo sanitario regionale”.

Per fortuna il direttore Tullio Spina, nel conto inviato alla Rancitelli, specifica che lui ha solo raccolto le note che gli sono state inviate da quanti hanno collaborato all’assistenza. Gli importi, specifica, sono relativi all’impegno orario.

<Ma tale dato non è in mio possesso e in alcuni casi e per alcune voci, è mancante con la presenza del solo importo economico>. Gli uffici competenti possono effettuare i controlli del caso, <ove lo ritenessero opportuno>.

ps: opportuno o no, che fa. Tanto paga Pantalone, cioè la Regione. Omissis, naturalmente.




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