·Gatti finisce al museo·

Ebbene si, ci hanno informato tutti. Persino Il Fatto quotidiano, che se per caso se ne fosse accorto il sottosegretario Camillo D’Alessandro avrebbe scritto subito su Facebook: “Parlano di noi anche sul Fatto, alla faccia dei tristoni”. La notizia è che Teramo, con tutti i problemi che ha, il 18 agosto in piena calura estiva (e questo potrebbe spiegare molte cose) ha istituito il museo del gatto, con la g minuscola. E fin qui passi.

Francesca Lucantoni

Francesca Lucantoni

Lo ha istituito con 50 mila euro di Fondi Fas, quelli destinati all’emergenza Abruzzo e quindi transitati dalla Regione nelle mani dell’assessore alla cultura del comune di Teramo. Non possiamo ancora sapere cosa dirà l’Europa quando la Regione dovra’ rendicontare quei soldi.

L'articolo del Fatto

L’articolo del Fatto

Sappiamo però che l’assessore che ha avuto questa brillante idea e’ Francesca Lucantoni, quella che, invitata dal sindaco Maurizio Brucchi a tracciare un bilancio della propria esperienza di governo, se l’e’ cavata con un post-it. E sappiamo anche che lei è la pupilla del consigliere regionale Paolo Gatti, con la g maiuscola, che in quel frangente intervenne firmando per lei una giustificazione: dopo Natale la Lucantoni ha avuto l’influenza, per questo ha lavorato poco, scrisse lui.

Paolo Gatti

Paolo Gatti

Ecco, deve essere stato in un impeto di gratitudine che l’assessora gli ha voluto intitolare un museo. Sennò non si spiega. Il Museo di Gatti. (Siamo salvi per una consonante, menomale che non si chiama Ratti).




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