·Gatti ci covano davvero·

Gatti ci covano. E ci covavano davvero, nonostante le smentite fioccate, anche questa volta, su tutto il web. Il patto di Roseto, sottoscritto tra politici pizza e birra, è molto ma molto più di una cena con brindisi e accordo finale. Ora c’è una denuncia del consigliere comunale teramano di Abruzzo civico Gianluca Pomante, che chiede la testa di Andrea Gerosolimo e tira giù le maschere:  <Fuori da Abruzzo civico chi vuole compiere scorribande politiche>.

Andrea Gerosolimo

Andrea Gerosolimo

Il patto di Roseto d’altronde era proprio una scorribanda. Paolo Gatti (Forza Italia), Gerosolimo (Abruzzo civico), Luciano Monticelli (consigliere regionale Pd) e Tommaso Ginoble (parlamentare Pd) tutti insieme appassionatamente per battere la candidata Pd sostenuta da D’Alfonso a Roseto e poi a Teramo per fare la festa a Brucchi. Per carità, tutto falso, si affrettò a smentire Paolo Gatti.  Ma non aveva fatto i conti con Pomante, che fa tana a tutti: <Gerosolimo ha evidentemente pensato di dare continuità all’azione del suo predecessore Paolo Gatti, avviando una serie di consultazioni con Gatti e Tommaso Ginoble (parlamentare Pd), coinvolgendo in tale operazione camaleontica due testimonial d’eccezione, Giulio Borrelli e Dodo Di Sabatino.>.

Ginoble, Gerosolimo e Monticelli

Ginoble, Gerosolimo e Monticelli

Onore al merito, fa Pomante, a Gatti e Ginoble, entrambi reduci “da modesti risultati” ma bravissimi a cadere sempre in piedi e a tessere tele che manco Penelope. Ginoble, tanto per dirne una,  “cerca di arginare la prossima disfatta elettorale rosetana rafforzando con l’area gattiana il vecchio patto di non belligerenza con i politici teramani che ha destinato il Pd  al fallimento”.

Paolo Gatti

Paolo Gatti

E poi la pugnalata finale: <Bravo anche Gerosolimo, che cerca di creare un nuovo assetto civico centrista teramano, accreditando Di Sabatino come leader di tale coalizione. In sostanza, da Sulmona viene a fare spesa a Teramo>.  E insomma, Gerosolimo e’ meglio che se ne vada da Abruzzo civico, secondo il consigliere teramano. Lui, almeno, li’ dentro non ce lo vuole più. Ma che importa, tanto sono già pronte le braccia di D’Alfonso (e del Pd). Mica sarebbe il primo.




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