·Gare truccate, alta tensione·

<Un albo regionale di ingegneri compiacenti> per addomesticare le gare di appalto. E’ questa la denuncia contenuta in un esposto anonimo partito dal cuore stesso della Regione Abruzzo. Una denuncia forte, violenta, spiazzante. Una bomba. Il presidente Luciano D’Alfonso è costretto a correre ai ripari. Scrive una lettera, annuncia un’ispezione interna, chiede a tutti i dirigenti del dipartimento Opere pubbliche di fargli sapere cosa c’è di vero, esige l’elenco delle gare di appalto.

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E soprattutto vuole sapere una cosa: quali gare siano state aggiudicate a una particolare impresa dal maggio 2014 ad oggi, cioè dal giorno del suo insediamento. Perchè è proprio a quella impresa che l’esposto fa riferimento. E annuncia una denuncia alla procura della repubblica.

L'esposto anonimo

L’esposto anonimo

Si firma così, l’autore dell’esposto: “un onesto funzionario che ha sempre servito e continua a servire con onestà la Regione Abruzzo”. La lettera arriva a capogruppo Pd Sandro Mariani, al procuratore dell’Aquila, al presidente Anac Raffaele Cantone, ai presidenti delle Province, al ministro della Giustizia, agli enti gestori, ai sindaci di Ovindoli e Castel di Sangro. E persino a Matteo Renzi. Nomi e indirizzi che servono ad assicurare alla denuncia il clamore che merita: di sicuro non potrà finire in un cassetto.

<Tutte le gare finanziate con i fondi Fas sono truccate e pilotate – scrive l’anonimo funzionario nell’esposto – in quanto è stato istituito illegalmente un albo regionale di ingegneri compiacenti al quale gli enti appaltanti dei lavori sono costretti ad attingere per la costituzione delle Commissioni aggiudicatrici>.

In questo modo, continua l’esposto, i nomi dei commissari vengono comunicati per le vie brevi dal collaboratore della segreteria di D’Alfonso, Claudio Ruffini. Più che un anonimo funzionario, e’ un Corvo: è informato, preparato, bene a conoscenza di leggi e regolamenti, per ora resta nell’ombra ma la sua denuncia e’ deflagrante, e infatti dentro la Regione scoppia il putiferio. Il Corvo ricorda che nessun ingegnere dipendente della Regione può far parte di commissioni aggiudicatrici di lavori <per i quali loro stessi si sono già espressi mediante rilascio di pareri o mediante concessioni di genio civile>. Bensì i commissari devono essere dipendenti della stazione appaltante e la commissione deve essere presieduta da un dirigente della stessa stazione appaltante.

Claudio Ruffini

Claudio Ruffini

Queste le leggi. Poi però l’anonimo fa di più: insinua e prefigura assegnazioni e imprese che vinceranno le gare. “Già in via preliminare è stato programmato che i lavori nella provincia di Teramo (impianti di depurazione del Ruzzo reti spa e nuovo ponte sul fiume Vomano), verranno assegnati alla cordata delle cooperative rosse”, invece i lavori per la pista ciclabile sulla costa dei Trabocchi e il collettore Ovindoli-Celano-Avezzano, gli impianti di risalita del Comune di Castel di Sangro, i lavori di depurazione della Saca di Sulmona, secondo il Corvo andranno ad una cordata di imprenditori capeggiata  da una precisa impresa dell’Alto Sangro.

La lettera di D'Alfonso

La lettera di D’Alfonso

Nomi, e fatti. Circostanze precise e inquietanti. Sui quali ora D’Alfonso chiede di far luce. Prima che tutto finisca in un fascicolo della procura della repubblica.




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