·Frode a cuore aperto·

Valvole e protesi cardiache acquistate al doppio del valore di mercato, macchinari utilizzati impropriamente che hanno provocato la morte di un paziente, Felice Bosica. Un paziente “disperato”, lo definiva il cardiochirurgo Gabriele Di Giammarco non nel senso che non aveva più speranze ma, così come sottolinea il gip Luca De Niniis, “un paziente socialmente debole”, senza moglie e figli che avrebbero potuto attivare una denuncia, una reazione in caso di “esito infausto dell’intervento”, così come poi è accaduto.

Gabriele Di Giammarco

E’ un quadro raccapricciante quello che emerge dall’inchiesta “Cuore aperto” avviata dalla procura di Chieti e che ieri mattina ha portato all’ arresto (ai domiciliari) del cardiochirurgo Gabriele Di Giammarco per corruzione e omicidio colposo (già sospeso dalla professione medica per l’inchiesta sui tutoraggi); Maurizio Mosca, 63enne di Macerata, rappresentante legale della Mosca srl, fornitrice e distributrice di valvole cardiache e socio di Medisur srl operante nella distribuzione di altri apparati medicali; Antonio Pellecchia  di Teramo, rappresentante legale dell’omonima ditta distributrice all’ingrosso di dispositivi medicali; e Andrea Mancini di Pescara, dipendente della società di Pellecchia. 

Il Gip ha poi disposto nei confronti di Tommaso Bottio, medico chirurgo vicentino, il divieto temporaneo di esercitare la professione per 12 mesi e per Daniele Marinelli di Teramo, dirigente medico a tempo determinato della Cardiochirurgia di Chieti, la sospensione dall’ufficio pubblico di medico ospedaliero per 12 mesi. Indagata anche l’attuale direttore amministrativo dell’Asl teatina, Giulietta Capocasa, all’epoca dei fatti direttore generale facente funzioni dell’Asl Lanciano Vasto Chieti: è accusata di abuso d’ufficio. Per gli altri le accuse vanno da corruzione a falso a turbativa del procedimento amministrativo per individuazione del contraente.

Giulietta Capocasa

Decideva tutto lui, Gabriele Di Giammarco, secondo la procura di Chieti, e attraverso la procedura dell’infungibilità (si dovevano scegliere solo e soltanto quei prodotti), e senza bando di gara, faceva acquistare dalla Asl di Chieti al doppio del prezzo medio di mercato, valvole e protesi in cambio di viaggi, arredi, una valigetta di pelle, un posto barca.

“Acquisti tutti da ritenersi illegittimi, in quanto operati per il soddisfacimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici e/o comunque assunti senza operarne una valutazione, in un contesto di corruzione sistemica frutto di un accordo radicato nel tempo”.

In cambio il cardiochirurgo ha ricevuto, così come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare: l’arredo del proprio studio all’interno del Policlinico di Chieti per un importo pari a 27.084,01; una valigia di pelle marca Wenger, modello pilota del valore di 35o euro; un soggiorno a Lisbona di 4 giorni con biglietto aereo e spese in loco. 

Di Giammarco insieme a un altro medico, Daniele Marinelli, fece poi un uso “abnorme” negli interventi chirurgici di alcuni prodotti come colla emostatica, cannule, vent ventricolari e circuiti extracorporei, allo scopo di “dissiparli assicurando, di conseguenza, che la Asl acquistasse quantitativi di prodotti superiori al reale fabbisogno”.

Ma la vicenda “più grave, infausta e sconcertante”, come scrive il gip, si verifica quando Di Giammarco fa comprare un macchinario chiamato Heart Mate 3, fornito dalla ditta Abbot e lo utilizza nell’intervento nei confronti di Felice Bosica, il paziente “disperato” di 59 anni: “Un macchinario, sottolinea il gip, utilizzato in modalità non conforme e in assenza di qualsivoglia formazione professionale del medesimo Di Giammarco”.

Bosica viene operato il 26 giugno e muore il 15 luglio. Il macchinario fu acquistato “previo accordo con Pellecchia, al di fuori di qualsiasi procedura a evidenza pubblica e con il solo scopo di avviare un nuovo canale con commerciale con la Abbott”.

“Si tratta – si legge nell’ordinanza – di una scelta interventistica scellerata che ha condotto al prevedibile decesso del paziente, che il pm ha qualificato come connotata da colpa cosciente ma che-per quanto si profila dagli elementi ad oggi acquisiti e salva la necessità di ulteriori approfondimenti medico-legali-potrebbe essere ricondotta persino alla categoria del dolo eventuale, configurando addirittura l’accusa di omicidio volontario a carico di un medico chirurgo”. E ancora: (ciò che ha fatto) “rappresenta il punto culminante dell’abuso della propria funzione e del suo asservimento ad interessi personali incompatibili con la stessa funzione medica”.

In cambio Di Giammarco ottiene: “un soggiorno a Cuba di 13 giorni dal 29 aprile 2019 al 10 maggio 2019 (con esclusione delle spese per il volo aereo); il pagamento di alcune cene in costosi ristoranti nel territorio di Pescara, San Benedetto del Tronto, Teramo e altri luoghi; e grazie all’intercessione di Vittorio Mancini padre di Andrea Mancini, l’uso a titolo gratuito del posto barca di proprietà di Massimo Cipollone al porto di Pescara per ormeggiarvi la propria imbarcazione, conseguendo in tal modo l’indebita utilità collegata al mancato pagamento del relativo canone di locazione”.

Anche Marinelli ricava un utile: nonostante fosse il più giovane del reparto, gestirà i turni di servizio “e acquisirà, in seno al reparto stesso una posizione di preminenza rispetto agli altri medici”.

L’inaugurazione del reparto di Cardiochirurgia

Sì, era un paziente disperato Felice Bosica, lo dice lo stesso Di Giammarco in un commento sarcastico a Bottio, un medico che interviene in sala operatoria senza avere l’assicurazione, “fortunatamente noi operiamo solo i disperati”. Secondo il gip quel termine, “disperato” non significa fine vita, senza speranza, ma ha un’accezione più inquietante: significa infatti secondo il gergo utilizzato in quell’occasione, “paziente socialmente debole”.

“Il termine deve essere riferito alla specifica condizione personale del paziente, cioè la circostanza che si trattava di un soggetto socialmente debole, senza moglie né figli, nei cui confronti non vi era da temere capacità di reazione familiare e responsabilità patrimoniali per il caso, prevedibile e previsto, di esito infausto dell’intervento. In altre parole il candidato ideale per un intervento che consentisse al primario di instaurare il rapporto economico con la multinazionale produttrice del dispositivo Heart Mate 3 ed estendere la propria esperienza chirurgica, nonostante l’inappropriatezza sia della originaria scelta di un impianto bi-ventricolare off label sia, a fortiori, di quello al solo ventricolo sinistro, soluzione poi eletta pure in presenza della nota inefficienza anche del ventricolo destro”.

E per di più falsificarono anche la scheda operatoria, in quell’occasione, per omettere la presenza di Bottio, medico di Padova, intervenuto senza assicurazione. 

Un “rapporto malato” quello di Di Giammarco con i commercianti di apparecchiature medicali e con gli stessi funzionari della Asl di Chieti che omettevano i controlli, un rapporto che il cardiochirurgo tesse dal 2011 per “accrescere il proprio prestigio personale”. In un’altra intercettazione si sente lui che dice: “Voglio cominciare a fare il bancomat”.

Tutto parte grazie a un esposto anonimo dopo la morte del paziente, proveniente da fonti interne alla Clinica di Cardiochirurgia: qualcuno che manifesta disagio per la gestione “personalistica” del primario e “per gli acquisti e gli impieghi sproporzionati di materiali e dispositivi sanitari”.

Anche la posizione dell’ex direttore generale Giulia Capocasa è delicatissima: secondo il gip “autorizzava l’acquisto del dispositivo utilizzato nell’intervento al paziente poi deceduto, senza che fosse stato fornito un preventivo; in assenza di una relazione medica che descrivesse il prodotto; in assenza di un’attestazione in ordine alla unicità del prodotto; attestando l’urgenza dell’acquisto, della cui presunta necessità era stata invece messa al corrente da Di Giammarco sin dal giorno 19 giugno 2019; senza verificare l’interesse di altri operatori; in assenza di una delibera a contrarre della pubblica amministrazione e di perfezionamento delle volontà delle due parti nella conclusione del contratto, difettando l’indicazione di uno degli elementi essenziali dello stesso, ovverossia il prezzo”.

C’è un intero capitolo, nell’ordinanza di custodia cautelare, che riguarda il ruolo svolto dalla Asl di Chieti, visto che la ristrutturazione dello studio di Di Giammarco ha comportato anche lavori strutturali di cui la Asl doveva essere al corrente. 

La valigia invece viene chiesta direttamente dal cardiochirurgo. 

“In realtà avrei bisogno di… Hai presente tu… Quelle borse tipo… di cuoio ovviamente… Tipo quelle dei piloti”. Mosca risponde: “l’unica cosa dimmi le misure… come deve essere?” Quando un mese dopo Mosca si presenta col pacco, il cardiochirurgo chiede: “Nuova?” “Nuova di pacco, guarda” risponde lui, “te l’ho fatta vedere se ti può piacere…io te la lascio vah, sennò m’aggiusto io”. Di Giammarco commenta che è bella perché non è molto grande e ringrazia. Oltre i viaggi a Lisbona e Cuba, ce ne sarà un altro in Canada a Vancouver dal 13 al 16 ottobre 2018.




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