·Forza Italia non pervenuta·

E con L’Aquila, Forza Italia fa harakiri. Il simbolo azzurro, la bandiera italiana con scolpito il nome del partito scompare ufficialmente da tute le piazze abruzzesi. Insomma, più precisamente, il partito di Berlusconi rinuncia a correre con propri candidati. Né all’Aquila, né a Ortona né a San Salvo. Quindi da nessuna parte: il coordinatore regionale Nazario Pagano consegna le piazze a candidati senza bandiera, o a candidati di Giorgia Meloni, o a candidati punto e basta. Le liste biancazzurre sono un ricordo del passato, gli sforzi di Silvio Berlusconi che alla vigilia di Pasqua tutto fotoscioppato si fa fotografare mentre dà il biberon a un agnellino, in Abruzzo vanno a farsi benedire. Mentre nel resto dell’Italia i sondaggi premiano la scelta animalista del Cavaliere, qui il partito azzurro, già invisibile da parecchio tempo, scompare dalla scena politica.

Nazario Pagano

L’ultima perla ieri all’Aquila: nel capoluogo di regione il partito di Silvio sceglie il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, e contrappone ad Americo Di Benedetto, reduce dalla vittoria su Pierpaolo Pietrucci, l’ex sindaco di Villa Sant’Angelo Pierluigi Biondi, rinunciando di fatto a una scelta autonoma.
Biondi è un candidato forte, credibile, ripescato all’ultimo momento dopo il no grazie di Luca Bergamotto, e indicato dopo una mattinata di incontri romani del vice presidente Guido Liris e di fatto benedetto da Altero Matteoli che ha allungato la sua influenza in Abruzzo. Biondi ha ottenuto ufficialmente anche l’appoggio di Salvini e riuscirà a ricompattare il centrodestra. E consentirà a Giorgia Meloni una passerella niente male. E solo perchè Fi nel capoluogo di regione non è stata in grado di trovare un candidato forte e spendibile, e perchè è un partito diviso, lacerato, con un coordinatore che non parla con i suoi iscritti, né con i suoi consiglieri e parlamentari.

Pierluigi Biondi

Nel frattempo sui social impazzano le prese per i fondelli, col manifesto del Crodino  dedicato a Biondi ma, soprattutto a Pagano: “Biondi si nasce”, il Crodino è la risposta alla Gran Sasso acque.

Ma fosse l’unica piazza, quella dell’Aquila, dove Forza Italia non corre con un suo candidato. Proprio per niente: a Ortona per esempio nessuno dei due candidati di centrodestra potrà usare il simbolo di Forza Italia. Così ha voluto Matteoli, forse per togliersi dall’imbarazzo. Non lo userà quindi Angelo Di Nardo, 29 anni, figlio del proprietario di Aquila vigilanza srl, l’istituto che gestisce la sorveglianza in numerosi enti pubblici, che sin dall’inizio della sua avventura ha potuto contare sull’appoggio del solo Antonio Razzi e di Salvini, Fratelli d’Italia e della lista civica “Bene comune per Ortona”; e non lo userà neppure l’avvocato Peppino Polidori, ufficialmente sostenuto da Forza Italia, Udc e liste civiche ma che correrà senza la bandiera forzista. Ad Avezzano peggio che andar di notte: simbolo oscurato. A San Salvo, lo schiaffo più forte: il sindaco uscente di Forza Italia Tiziana Magnacca si ricandida ma sembra abbia detto no al simbolo sui manifesti. Preferisce correre libera, senza condizionamenti.

Insomma, per Forza Italia una sconfitta su tutta la linea, e il coordinatore regionale Nazario Pagano zitto e mosca.
ps: cosa non si fa per una poltrona: la base azzurra lo contesta vivacemente, non si può barattare l’Abruzzo in cambio di un seggio al Parlamento. E adesso, ci mancava pure L’Aquila: l’ultima perla.





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