·Federica pronta per la giunta·

Fumata nera nella riunione di maggioranza di ieri alla Regione: Lorenzo Berardinetti non esce assessore, tantomeno Maurizio Di Nicola, e resta fuori nonostante le scommesse malevole persino Mario Mazzocca. Finisce con un nulla di fatto e un gran polverone l’incontro voluto dal presidente-senatore Luciano D’Alfonso per rimettere insieme i cocci della maggioranza dopo l’uscita di Donato Di Matteo e Andrea Gerosolimo. Il nodo era Articolo 1 e cioè le richieste fatte dal partito di Marinella Sclocco e Mario Mazzocca, che ha dato dieci giorni di tempo al centrosinistra e a Dalfy per dare qualche segnale di discontinuità rispetto al passato. Parola magica lanciata per la verità dallo stesso Di Matteo qualche tempo fa e alla quale si sono accodati Giovanni Lolli e persino la ex sottosegretaria Federica Chiavaroli, che ha partecipato al tavolo di ieri come madrina del neo assessore Giorgio D’Ignazio. 

Ma la risposta, forte e netta, è stata no: no da parte del presidente-senatore, no da parte del fido Camillo D’Alessandro che non si schioda da lì, e persino dal segretario regionale del partito Marco Rapino. Votati tutti insieme a una specie di suicidio collettivo, hanno insistito per continuare sulla strada intrapresa, ignari o volutamente immemori del voto del 4 marzo. Nessuna discontinuità, e ad Articolo 1 hanno chiesto di continuare a fare da stampella alla giunta regionale senza dare nulla in cambio, senza accogliere manco mezza delle richieste fatte. 

Sclocco e Mazzocca

Gli scenari possibili ora sono piuttosto foschi: lunedì prossimo Articolo 1 affronterà il nodo-Regione in una riunione che si annuncia traumatica. La base vuole fortissimamente vuole che i due rappresentanti escano dalla maggioranza e che la stessa Sclocco abbandoni il ruolo di assessore: una richiesta che fa storcere il naso sia a Mazzocca che alla Sclocco, che a mo’ di giustificazione dice che il partito di Grasso non è ancora pronto per affrontare le elezioni in Abruzzo e che quindi sarebbe meglio aspettare. Il partito però l’ha messa alle strette ed è probabile che lei, almeno lei, la prossima settimana molli la presa. Di fronte a questa prospettiva  i vertici di Articolo 1 temono che invece Mazzocca, di fronte al pressing del partito, risponda picche e che magari decida di abbandonare come fece in passato con Sinistra italiana e che magari in cambio ottenga l’ambito assessorato.

Insomma, ora la giunta a guida D’Alfonso è disposta a tutto pur di andare avanti fino alla fine della legislatura, e calcola che se davvero la Sclocco dovesse mollare la poltrona, mettendo il centrosinistra in seria difficoltà perché verrebbe a mancare la quota rosa, potrebbe agevolmente sostituirla con la Chiavaroli, rimasta senza arte né parte, ma in questo caso occorrerebbe una modifica statutaria perché un esterno c’e’ gia’ ed e’ Giovanni Lolli. Naturalmente si trattetebbe soltanto di un tirare a campare, con esponenti di partiti che si attestano sullo zerovirgola, ma utili a garantire ancora un po’ di ossigeno a un D’Alfonso azzoppato dal voto delle Politiche e condannato ormai dai sondaggi a fare terzo alle prossime elezioni regionali.

ps: e per questo motivo, tutto fa brodo. Persino il tandem Chiavaroli-Mazzocca.





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