·Federica, dai vitalizi ai videogiochi·

Look mascolino, taglio di capelli e foto rosicone, basta così. Occupiamoci di cose serie. Per esempio, di ciò che hanno fatto i parlamentari nella scorsa legislatura, per cercare di capire magari il motivo di una mancata elezione. E in particolare, di ciò che ha fatto la ormai ex sottosegretaria Federica Chiavaroli durante la sua esperienza romana: ce lo chiede l’Europa, pardon, la sua clac, di occuparci di cose serie ed eccoci qua.

 

Chiavaroli con Renzi, D’Alfonso e Alessandrini

Fonti: archivio Senato della Repubblica e “Openpolis Parlamento”, il più completo, cliccato e aggiornato sito relativo alle attività parlamentari. Parola chiave: l’operato parlamentare della ex senatrice abruzzese Federica Chiavaroli nell’appena scorsa archiviata legislatura. Motivo della ricerca: informarci e informare. Prima voce cercata e studiata, anche scrupolosamente incrociando dati e siti, quella riassumibile nella dicitura tecnica “iniziative proprie ossia da prima firmataria”: è scorrendola e riscorrendola più volte che si apprende che la ex senatrice pescarese si è resa protagonista (anche da sottosegretario) della presentazione di appena 2 disegni di legge.

 

Rispettivamente quello per l’Istituzione della figura professionale del musicoterapeuta ( DDL S.1293)  e quello per modificare il Codice dei beni culturali e del paesaggio per la gestione dei siti culturali da parte di privati, imprese e organizzazioni no profit (DDL S.16.47). Colpiscono due cose, tra diverse altre innescate riflessioni: la distanza tematica tra il sottosegretariato ricoperto (alla Giustizia) e i temi affrontati, ma soprattutto l’irrilevanza numerica di appena numero due decreti come prima firmataria nell’arco, peraltro, di una intera legislatura.

Altra voce che ben fotografa l’operato dei nostri parlamentari è quella che l’archivio del Senato italiano conserva e riassume con la key word “suoi emendamenti”: inserendo il nome di Federica Chiavaroli ne troviamo diversi col bollino arancio che sta per “presentati” ma anche moltissimi col bollino rosso che riassume l’inammissibilità, la preclusione o la bocciatura. Scorrendo, inoltre, l’intera legislatura balza agli occhi anche del più distratto, l’impegno instancabile della allora senatrice verso temi riguardanti il mondo della scuola (da un punto di vista prevalentemente operativo e didattico però) e della pubblica amministrazione: sarà per questo che sfogliando gli archivi senatoriali 2.0 la scopriamo aver collezionato una sfilza di ” respinto” e “inammissibile”. Operativa, seppure sul solo fronte delle interrogazioni a risposta orale in Aula, sull’ultima Legge di Bilancio: mediamente presente (al 23/12 era data al 63,15%), ha compiuto missioni pari al 25,64% delle possibilità e sempre secondo ” Openpolis Parlamento” dal 2014 a fine legislatura avrebbe prodotto scarse informazioni patrimoniali e redditizie limitandosi a dichiarare ” il solo quadro di riepilogo della dichiarazione dei redditi” a fronte, ad esempio, di tutti i grillini o di molti altri colleghi parlamentari del centrodestra che hanno dichiarato anche cosa hanno mangiato la sera prima!

Navigando, infine, mari a noi decisamente più noti e senza doversi affidare al web, la memoria ci ricorda le polemiche alla Chiavaroli indirizzate da chi (politicamente e amministrativamente parlando) sperava che si adoperasse un ” filino” di più sul fronte Tribunali minori: una di quelle battaglie davvero bipartisan che ha visto scendere in piazza leghisti accanto a esponenti di Rifondazione, avvocati insieme a magistrati. Ma se c’è un motivo per il quale la Chiavaroli verrà comunque ricordata ben oltre i confini abruzzesi è il suo tristemente famoso emendamento pro slot machine con cui mise nero su bianco la riduzione dei trasferimenti dello Stato agli enti locali che pongono ostacoli normativi al proliferare del gioco d’azzardo nei locali pubblici. La stampa, tutta, gridò allo scandalo (qualcuno titolò “ Ecco la schizofrenia politica Made in Italy) e il senso comune dedusse che Federica Chiavaroli era dichiaratamente contro i Comuni anti slot machine: a poco le servì rilasciare dichiarazioni e interviste nelle quali favoleggiava altri intenti, l’emendamento le tornò indietro come un boomerang impresso sul suo curriculum come una lettera scarlatta. Per chiudere un ordine del giorno datato 24 settembre 2014 col quale 3 senatori del Ncd tra i quali la Chiavaroli chiesero che i vitalizi fossero garantiti anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere: come dire, meglio prepararsi al peggio facendo almeno cassa. Esposito, Chiavaroli e Bianconi si arrampicarono su ogni specchio presente a Palazzo Madama nel mal riuscito tentativo di replicare all’accusa, piuttosto corale, di vergognosa manovra salva casta (e tasca) di cui, ormai, si erano resi protagonisti.

Maragno con Alfano e la Chiavaroli

Poi, notizia mai smentita ma vera a metà, l’emendamento per l’ecomostro Pescaraporto, che secondo il segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo, porta la firma sempre della ex sottosegretaria all’epoca senatrice: chi ha presentato l’emendamento che salva i progetti dei costruttori?, gli chiese Primadanoi. “Qualche traccia c’è”, rivelò Acerbo: “la relatrice al Senato del provvedimento era la senatrice Ncd Federica Chiavaroli”. L’emendamento in realtà portava un’altra firma, ma la notizia non fu mai smentita.





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