·Farmacie, vince la lobby·

Non sarà per niente un buon Natale per centinaia di giovani farmacisti in attesa da tempo immemorabile che la Regione si degni di pubblicare la graduatoria del concorso. Perché tutti questi ritardi? Perché non viene data una opportunità di lavoro a tantissimi giovani freschi di laurea? Il concorso per l’assegnazione di 85 nuove sedi farmaceutiche è fermo da quasi cinque anni e l’Abruzzo è maglia nera. Era il 2012, e c’era Monti al governo, la legge prevedeva che l’assegnazione delle sedi avvenisse entro 12 mesi ma la giunta Chiodi prima e quella di D’Alfonso poi, la Regione facile e veloce solo per loro, sono rimaste impantanate in una lunga serie di scuse ingiustificabili.

Silvio Paolucci

Il termine per la conclusione dell’iter era stato fissato a marzo 2013, pena il commissariamento delle Regioni: l’Abruzzo se n’è infischiato e oggi non ha ancora pubblicato la graduatoria definitiva.
Il sospetto, dietro le scuse di carenza di personale (carenza di personale? e come sarebbe a dire, se la Regione dopo l’ingresso dei dipendenti delle Province si accinge a mandare in pre-pensionamento 170 dipendenti proprio per eccesso di personale), è l’ossequio verso la lobby dei farmacisti storici, quelli che più temono l’ingresso di questa flotta di concorrenti.


I giovani farmacisti sono esausti e non sanno più a che santo votarsi. Se bussano alla Regione, quella stessa Regione che qualche mese fa si autocelebrava per l’accordo stretto con Federfarma e Assofrarm per la distribuzione dei farmaci ospedalieri da parte delle farmacie territoriali, rispondono che sono tutti impegnati nella verifica dei titoli. Una barzelletta. Anche perchè alla richiesta di denunciare le false dichiarazioni, la Regione gira la testa dall’altra parte.

“Le nuove sedi farmaceutiche – spiega un gruppo di giovani che ha partecipato al concorso – dovevano essere aperte entro il 2013 e procrastinare la loro apertura significa danneggiare la collettività alla quale viene negato un servizio sociale importante specie nelle zone più disagiate”.

Ma significa anche negare una risposta al doloroso problema della disoccupazione. La lobby dei farmacisti è evidentemente più forte. E’ vero, c’è un problema, al quale la Regione si attacca come un naufrago: una sentenza del Consiglio di Stato della Sardegna, che si pronuncia contro il Tar stabilendo che

“la maggiorazione del 40 per cento che nei concorsi spetta ai farmacisti rurali non è soggetta ad alcun tetto e quindi neanche a quello dei 35 punti complessivi”.

Un meccanismo per i punteggi che porterebbe molti partecipanti a scavalcare il limite dei 50 punti e quindi a stravolgere la graduatoria: la Regione Abruzzo infatti non ha applicato la maggiorazione di punteggio per le farmacie rurali. Un ostacolo che potrebbe essere agevolmente superato con l’approvazione di un emendamento. Ma tutto tace. E i farmacisti, quelli vecchi, gongolano.
ps: ari-complimenti alla Regione facile e veloce.




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