·Entrate gonfiate, Regione ko·

Ripetute criticità. Non una non due non tre ma “ripetute”: così la Corte dei Conti bolla i 42 provvedimenti legislativi, di cui 22 con contenuto oneroso, approvati dalla Regione Abruzzo nel 2015. Ancora più gravi perché non ha tenuto conto dei rilievi già mossi nel 2014 che riguardavano la copertura delle spese.

Il presidente della Corte dei Conti con D'Alfonso

Il presidente della Corte dei Conti con D’Alfonso

Nella relazione annuale sulla tipologia delle coperture adottate, la magistratura contabile boccia un altro metodo che la Regione adotta in Consiglio regionale, e cioè

“il ricorso frequente all’approvazione di emendamenti presentati direttamente, senza la previa sospensione del Consiglio, e anche quanto questi innovano sostanzialmente il testo legislativo, con forti impatti di carattere finanziario”.

Non è un rilievo di poco conto. La Corte dice in pratica che è una gestione disinvolta che non tiene conto delle regole quella che consente di tirare fuori all’ultimo momento l’emendamento, soprattutto quando determina cambiamenti significativi sulle leggi che si vanno ad approvare.

Squitieri col presidente della Provincia di Pescara

Squitieri col presidente della Provincia di Pescara

Ma c’è un altro aspetto che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e anche all’assessore al Bilancio Silvio Paolucci: la Corte afferma, alla pagina 10 della relazione, che

“una quota rilevante di coperture è ottenuta attraverso aumenti apodittici delle entrate, privi di elementi giustificativi, oppure mediante variazione in diminuzione di precedenti autorizzazioni i spesa” e per di più senza “alcuna valutazione in merito all’effettiva disponibilità di stanziamenti e alla riducibili degli stessi”.

Aumenti apodittici delle entrate, dice proprio così la Corte: apodittici (Treccani, nell’uso più recente: inconfutabile, dogmatico, senza dimostrazione e senza sostegno di prove).
Ed è la stessa relazione con cui la Corte bolla come “incompatibili con l’ordinamento costituzionale” i contributi che la Regione dà alla Saga, la società aeroportuale abruzzese, perennemente in deficit (e di cui Maperò vi ha parlato ieri).

D'Alfonso e Paolucci

D’Alfonso e Paolucci

C’è un aspetto ancora più preoccupante e riguarda Abruzzo engineering: anche in questo caso la Corte esprime perplessità in merito alla compatibilità dei finanziamenti con il diritto comunitario, ma soprattutto sulla legittimità degli affidamenti in house per i servizi strumentali. Ma è sulla copertura finanziaria delle operazioni avviate dalla Regione che si interroga la Corte dei Conti:

“Gli oneri previsti per l’esercizio 2015 sono fronteggiati – scrive a pagina 53 – mediante innalzamento delle previsioni di accertamento dell’addizionale Irpef. Mentre in merito agli oneri gravanti sul 2016, circa un milione e mezzo di euro, non sono rinvenibili nel testo legislativo misure di copertura”.

Anche se ci sono stanziamenti in bilancio, queste non sono misure sufficienti secondo la magistratura contabile, “a garantire che gli stessi siano liberi”.

D'Alfonso con la Cretu

D’Alfonso con la Cretu

E se sulla Saga la Regione ha avuto la mazzolata più pesante, è anche vero che Dalfy sta tentando di correre ai ripari. E nel corso dell’audizione alla commissaria europea alla politica regionale Corinna Cretu che nei giorni di Dubrovnik ha trascinato in una foto di gruppo in cui lei sorrideva imbarazzata, il governatore, chiamandola “cara commissaria Cretu” e manifestandole “non solo stima ma anche simpatia”, ha chiesto attenzione per gli aeroporti minori che assicurano “tre milioni di voli l’anno”. E di rivedere la “normativa pigra dell’Europa, pigra perchè presta attenzione solo ai grandi aeroporti”.

ps: per favore, risolviamo in fretta il caso Saga, così almeno poi ci dedichiamo ad altro: magari impariamo anche a fare le leggi.




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