·Ecco la nuova rete ospedaliera·

Eccolo qui il nuovo piano della rete ospedaliera che porta la firma dell’assessore Nicoletta Verì. Sarà presentato alla quinta commissione consigliare della Regione Abruzzo proprio domani e al tavolo di monitoraggio probabilmente nel prossimo autunno. 

E’ ancora riservatissimo, ma Maperò è in grado di rivelarne i contenuti. 

Non si discosta molto da quello firmato dall’ex commissario alla Sanità Luciano D’Alfonso e poi modificato con due delibere dall’ex assessore Silvio Paolucci, ma alcune piccole novità (grandi per i territori di riferimento), ci sono. Partiamo dagli annunci traditi: il Dea di secondo livello (cioè il mega ospedale) che il sindaco Carlo Masci e tutto il centrodestra prometteva che si sarebbe fatto a Pescara (e guai a nominare Chieti), si farà così come era stato previsto dal centrosinistra: un po’ qui e un po’ lì. Tanto ora la campagna elettorale è passata e nessuno se ne ricorda più. Non c’è traccia neppure per l’Emodinamica a Vasto e scompare completamente l’ospedale di Gaurdiagrele che resta, come era previsto nella vecchia stesura, ospedale di comunità. Nessuna traccia di ospedali di primo livello a Giulianova e Sulmona. E, finora, nessuna protesta.

Così la Regione targata Marco Marsilio conferma i due Dea di secondo livello, anche se lascia quello di Teramo-L’Aquila confinato nella fase di studio e di approfondimento mentre approva il mega ospedale funzionale tra Chieti e Pescara. 

Restano confermati i Dea di primo livello negli ospedali San Salvatore dell’Aquila, Santissimi Filippo e Nicola di Avezzano, presidio Ss Annunziata di Chieti, Renzetti di Lanciano, San Pio di Vasto, Santo Spirito di Pescara, Mazzini di Teramo. Oltre quelli indicati, gli ospedali sede di pronto soccorso saranno quelli di Sulmona, Giulianova, Atri, Sant’Omero, Popoli e Penne.

L’ospedale di Pescara

La novità infatti è il salvataggio di Popoli che diventerà sede di una struttura riabilitativa con 80 posti letto. Proprio alla luce del fatto che Popoli, come sottolineava all’epoca l’ex parlamentare Pd Toni Castricone, ha un bacino di riferimento di 35 comuni e 31 mila abitanti e l’ospedale ha un tasso di occupazione tendenzialmente stabile e una durata media di degenza per i ricoveri ordinari di area medica e chirurgica “in linea col valore mediamente inferiore ai 7 giorni”, il centrodestra ha voluto salvarlo. Qui i ricoveri urgenti rappresentano il 58 per cento, la chirurgia generale presenta un tasso di occupazione del 79% e una degenza media di 4,2 giorni; la medicina generale presenta un tasso di occupazione del 114,7% e una degenza media di 9,8 giorni. Per questi motivi e per il fatto che la Regione avverte “fortemente la necessità di avviare una profonda azione di riqualificazione dell’offerta riabilitativa assistenziale anche per le criticità rilevate di una insufficienza di posti letto e di uno squilibrio territoriale pubblico privato”, Popoli diventerà sede di un Centro qualificato di riabilitazione, percorso già avviato col trasferimento dei posti letto di Riabilitazione di San Valentino. I nuovi 80 posti letto saranno organizzati in 4 moduli autonomi di 20, per la disciplina “Medicina fisica e riabilitativa” e altri 20 posti per la Neuroriabilitazione.

Confermati ospedali di aree disagiate con pronto soccorso Castel di Sangro e Atessa, “al fine di tutelare le aree territoriali con tempi di percorrenza superiori o fortemente critici, rispetto agli standard previsti dal regolamento, per un servizio di emergenza efficace”. Potenziato anche il sistema del 118 “in modo da garantire l’accesso ai cittadini alla rete dell’emergenza ospedaliera secondo criteri di appropriatezza e tempestività”. In questa ottica vengono riclassificati i presidi ospedalieri di Popoli e Penne come presidi sede di pronto soccorso e Atessa come ospedale di zona particolarmente disagiata. Sia Popoli che Penne, che non sono dotate di Cardiologia e Neurologia, non verranno incluse nell’articolazione della rete per le emergenze cardiologiche e dalla rete ictus.

Anche sui punti nascita la Verì si adegua alla richiesta di deroga del centrosinistra per il punto nascita di Sulmona. Centrosinistra che, si ricorderà, aveva già ridotto i punti nascita da 20 a 12 e poi a 9 con la chiusura di Atri, Penne e Ortona. E proprio per Sulmona, nel piano firmato dal centrodestra, viene rinnovata la richiesta di deroga, nonostante presenti un numero di parti inferiore ai 500 l’anno.

Nella nuova rete sono poi previsti due centri Hub nel polo ospedaliero di Ortona e dell’Aquila per la Senologia. Ma anche questa non è una novità. “Il Centro di Senologia riunisce funzionalmente tutte le unità operative, semplici, complesse o dipartimentali – si legge nel documento -, e i servizi che sono coinvolti nella diagnosi e cura della patologia mammaria: radiodiagnostica, chirurgia dedicata compresa la chirurgia ricostruttiva, anatomia patologica, oncologia medica, radioterapia, medicina nucleare, genetica medica oncologica, farmacia, fisioterapia, psico-oncologia e cure palliative. Alcune di queste specialità possono non essere presenti, ma è fondamentale che il Centro sia collegato con strutture limitrofe dove tali specialità siano presenti, che tutti i dati vengano raccolti e condivisi e che tutti gli specialisti partecipino agli incontri multidisciplinari e di audit organizzati dal Centro di Senologia”.

Per i privati, la Verì nel nuovo piano si limita a prendere atto di quanto stabilito precedentemente, dalla vecchia giunta di centrosinistra. 




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