·Ecco gli sponsor del Vate·

Ma quanti sponsor per D’Annunzio. E quanti soldi sono stati imbarcati dal Consiglio regionale d’Abruzzo per finanziare la celebrazione del Vate. No, non bastavano i 150 mila euro della Regione e i 50 mila del Comune di Pescara, se ne sono aggiunti altri 120 mila circa da imprenditori privati, università e piccole aziende che si sono fatti volontari per pagare spettacoli, buffet, mostre e artisti.

Una procedura poco trasparente, quella seguita dal Consiglio regionale, che ha speso tutti questi soldi senza fare una gara ma seguendo il percorso dell’affidamento in economia, cioè l’affidamento diretto. La gara è stata fatta solo per la ricerca degli sponsor ma i due avvisi secondo l’Ufficio di presidenza, risalgono alla seduta del 27 giugno. Però in quella data non è stata approvata  nessuna delibera e neppure risulta si sia tenuta una seduta. 

In ogni caso, ecco i nomi dei sostenitori delle celebrazioni dannunziane (non sono pubblici, ma Maperò è riuscito ad averli): 

Valagro (7.500 euro), Fisioter (2 mila), San Raffaele (12 mila), Gruppo Di Properzio (3 mila), Deco (10 mila), Ance (3 mila), La Selva (5 mila), Università di Chieti (10 mila), Di Vincenzo (5 mila), Agenzia Generali (3 mila), Walter Tosto (10 mila), Banca Fucino (10 mila), Consorzio tutela vini (5 mila), Luigi D’Amico (2.500), Rosa e Ricci (10 mila), Cantina Tollo (6.500), Color Max (mille), Ares srl (2 mila), Mondochef (4 mila), Sirio srl (3 mil), Infoteam (5 mila).

E sulla procedura seguita, nessuna parola è stata spesa dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che si è limitato a celebrare la riuscita dell’evento (dal suo punto di vista). 

Non ha saputo spiegare come mai il Consiglio regionale ha speso più di 260 mila euro (150 mila della Regione e altri degli sponsor privati, trovati questi sì con un bando) senza fare una gara ma seguendo il percorso dell’affidamento in economia, cioè l’affidamento diretto. Una procedura che può avere un senso per l’ingaggio di un artista ma non per i servizi di comunicazione, di affissione, di organizzazione dell’evento. Anzi, il Consiglio regionale ha accuratamente evitato di fare una gara tanto che la somma più alta corrisposta per le Celebrazioni dannunziane, alla Pomilio Blumm, si attesta sui 39.850 euro, giusto un filo più sotto del limite dei 40 mila oltre i quali scatta l’obbligo di gara. E non fa niente che poi per gli stessi servizi di comunicazione poi la Blummfor srl, società legata a Pomilio da rapporti di fornitura, prenda altri ventimila euro. Questi sono solo esempi di cattive pratiche, di scarsa trasparenza, di violazione dei doveri di buona amministrazione. 

I 320 mila euro sono tantissimi soldi, per i quali si rendono necessarie due variazioni di bilancio da parte della Regione. Gli sponsor vengono cercati con un bando, un bando naturalmente senza graduatoria visto che si tratta di regalare soldi all’ente pubblico. Le sponsorizzazioni, tra l’altro, non vengono utilizzate per ridurre l’impegno della Regione (e quindi dimezzare l’uscita di soldi pubblici) ma addirittura per incrementare il budget destinato all’evento. 




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