·E il centrodestra fa melina·

No, non è stato un attacco personale quello del parlamentare azzurro Antonio Martino al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Anche se a distanza di alcuni giorni, ieri è arrivata la nota del coordinatore regionale Nazario Pagano, che condivide e rincara la dose:

“È legittimo coltivare ambizioni di candidatura alle elezioni, non è leale solleticarle utilizzando metodi che possono essere configurati come atti di ostilità nei confronti degli alleati”.


Una sola voce, solidarietà massima a Martino che ha rampognato duramente Biondi per aver messo alla porta l’assessore forzista Annalisa Di Stefano per far posto in giunta a Guido Liris.

“A Fratelli d’Italia – afferma Pagano – ricordiamo non solo che Forza Italia, all’epoca delle elezioni per il Comune dell’Aquila, per il bene della coalizione seppe fare un passo indietro nel comune interesse di riportare il centrodestra al governo della città, ma pure che lì dove questo sforzo unitario non è stato compiuto i risultati sono stati penalizzanti, quando non addirittura punitivi. La coalizione deve mantenere la sua compattezza anche sotto il profilo morale, con correttezza e lealtà. E questo vale persino nella composizione delle liste, col rispetto delle altre componenti del centrodestra. È inaccettabile cooptare dall’interno i candidati promettendo posti che nessuno può garantire. Se Fratelli d’Italia sposa questa discutibile linea di “campagna acquisti” – conclude Pagano –, si assume ogni responsabilità non solo nei confronti dell’elettorato e in proiezione futura per l’esito stesso delle elezioni, ma altresì, sin da adesso, anche della grave messa in discussione della coalizione di centrodestra”.

Biondi con la Meloni

Insomma, Pagano si preoccupa soltanto di stemperare gli insulti di Martino con un appello all’unità del centrodestra. Che in questo momento sta vivendo una fase di stallo. Man mano che passano i giorni, in effetti, la candidatura di Marco Marsilio si indebolisce sempre di più. Se non viene ufficializzata, e basterebbe soltanto una telefonata, vuol dire che gatta ci cova: e quindi o cova davvero, come viene confermato da ambienti di centrodestra, il rinvio delle elezioni a maggio, oppure il centrodestra alla luce dei sondaggi commissionati da Silvio Berlusconi, sta ripensando fortemente il nome del candidato presidente. Un nome debole, poco o per niente conosciuto in Abruzzo e che addirittura, secondo indiscrezioni sui sondaggi in mano al Cavaliere, si piazzerebbe al terzo posto tra i tre contendenti: prima Marcozzi, secondo Legnini (sondato però prima della candidatura e quindi senza le liste che lo sosterranno) e terzo Marsilio, appunto.

Marco Marsilio

Se la partita verrà riaperta, e davvero i sondaggi giocano un ruolo importante, allora potrebbe tornare in ballo il nome del forzista Antonio Martino oppure quello di Fabrizio Di Stefano, che al momento è il più forte. Tutti giochi e valutazioni che passano per la bilancia del gradimento e che presuppongono però spostamenti all’interno della coalizione. 

“Con la candidatura di Legnini in Abruzzo si alza il livello del dialogo politico ed è un bene. Personalmente ascolto, valuto e rifletto con tutti
quelli che hanno deciso di abbracciare il mio progetto”,

ha detto Di Stefano a proposito della decisione dell’ex vice presidente del Csm di guidare il centrosinistra nella prossima tornata elettorale. Spesso si è parlato di un accordo tra i due:

“Come ho sempre detto – ribadisce – sono aperto a confronti con
tutti. Certo che i confronti si devono fare a bocce ferme. Il
fatto che sia disposto a parlare con chiunque voglia il bene
dell’Abruzzo non vuol dire che sia disposto ad accettare
qualunque cosa e a sottostare agli umori del momento. Il mio
alveo di provenienza è evidente”.

Di Stefano però è certo che con Legnini 

“si alzerà il livello della politica abruzzese e si metterà da
parte la rissa che va tanto di moda. Finalmente ci
si potra’ confrontare su idee e programmi”

ps: in ogni caso oltre questa settimana non si potrà andare per il rinvio delle elezioni. Quindi, pazienza, ma ancora per poco.




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