·E Dalfy assume l’Ombrellina·

E’ una delle sei ragazze che reggeva l’ombrellino, quella che riparava la testa, ora dal sole ora dalla pioggia, al docente di Sociologia economica dell’Università delle Marche Carlo Carboni. Quella che si era scandalizzata, ma quanto rumore per nulla ma che polverone, quella che aveva scritto ai giornali, ecchediamine a noi  nessuno ci ha obbligato. In fondo lei con D’Alfonso ci lavora, e gratis, da quel dì, cosa volete che sia reggere un ombrello: in fondo  fa parte del suo comitato elettorale sin dalla notte dei tempi, ha spiegato al Corriere tempo fa Daniela Ortolano. Che adesso, però, riceve la sua ricompensa: il suo nome è inserito in una lista di quindici persone che il governatore-senatore ha presentato all’ufficio del personale della Regione perché si proceda in tempi stretti all’assunzione. Quindi devoti, a vario titolo, che lui intende sistemare prima che sia costretto a sloggiare, il più tardi possibile a questo punto (visto l’esito della giunta per le elezioni di ieri pomeriggio): più resta, più nomine e assunzioni riesce a fare, ormai è chiaro: la sua agenda, risicatissima, è ridotta ormai a un paio di appuntamenti al giorni in cui uno, fisso, è una conferenza stampa sul Masterplan, il resto sono assunzioni o impegni romani.

Le Ombrelline a Sulmona

L’Ombrellina verrà assunta in queste ore insieme ad altri 15, alla vigilia della festa del primo maggio, in cui centinaia di lavoratori in questi mesi hanno perso il posto di lavoro e non sanno come far mangiare i propri figli, nonostante i licenziamenti della Intecs, nonostante le cifre drammatiche dell’occupazione, dei ragazzi costretti a espatriare. Verrà assunta da una giunta di centrosinistra che di centrosinistra non ha più nulla.

Il caso delle Ombrelline al convegno all’Abbazia celestiniana di Sulmona aveva fatto il giro del web e del mondo, che è un po’ la stessa cosa: tutte ragazze costrette a reggere gli ombrelli ai relatori, tra i quali il governatore Luciano D’Alfonso, il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, il presidente dell’Emilia Bonaccini. Quel giorno a tratti pioveva e a tratti usciva il sole: ma loro, composte, imperturbabili, lì a riparare i convegnisti, che tra l’altro stavano sotto un tendone. Il governatore si è sempre rifiutato di chiedere scusa, “ma se tra le ombrelline c’era pure mia figlia”, ha detto a chi lo accusava di maschilismo, di schiavismo puro. L’unica spiegazione la fece diffondere proprio dalla Ortolano, che venne offerta in pasto dall’ufficio stampa della Regione ai principali giornali nazionali:

“Mamma mia che polverone, e chi se l’immaginava?”,

dichiarò in varie interviste la ragazza, 29 anni, iscritta al terzo anno di Economia all’università di Pescara, che sognava di fare un giorno la commercialista. Certo, deve aver lavorato sodo nei comitati elettorali di Dalfy (l’ultima volta per le elezioni del 4 marzo scorso) visto che è una fuoricorso e pure di parecchio: a 29 anni è ancora iscritta al terzo anno. Ma il governatore ha il cuore d’oro e ai suoi collaboratori ci pensa eccome. 

La Ortolano sorridente, dopo l’elezione di Dalfy al Senato

“Sabato mattina c’era un gran sole — raccontò Daniela al Corriere a proposito del convegno di Sulmona – ,— poi però all’improvviso il cielo si è oscurato e ha cominciato a piovere, prima una pioggerellina sottile, poi sempre più fitta, fino a diventare scrosciante e allora noi che stavamo all’accoglienza abbiamo pensato di intervenire, perché il palco non aveva la copertura e tutti i relatori avevano le mani già impegnate con fogli, penne, microfoni”. 

Insomma, lei lo ha fatto per passione, racconta ai giornalisti:

“Guardi, noi siamo tutte volontarie, non siamo pagate, lo facciamo per passione — Davamo una mano già ai tempi del comitato elettorale al governatore D’Alfonso, con lui negli anni è nato un rapporto di amicizia e di stima. Insomma, quando ha iniziato a piovere non abbiamo minimamente pensato che si potesse scatenare un pandemonio simile. Nessuno ci ha ordinato di farlo. Il nostro staff è composto da 35 ragazzi e 23 siamo donne. In quel momento, poi, all’accoglienza c’eravamo solo noi, così abbiamo chiesto a tutti, anche alle persone del pubblico, c’erano almeno 500 persone, di rimediare degli ombrelli. La gente è andata a prenderli in macchina. Infatti, se ci fate caso, gli ombrelli sono tutti diversi l’uno dall’altro. E quello che reggevo io era bianco e pure rotto”.

Non si è offesa Daniela per essere stata chiamata Ombrellina:

“Ora non mi sento umiliata, in fondo non ho fatto niente di male. Alla fine del convegno siamo rimaste a pulire le sedie bagnate, chiamateci come volete, ma a noi piace vivere con il sole in fronte”.

Ecco finalmente la ricompensa. Alle assunzioni si procederà nei prossimi giorni. D’Altronde non c’è molto tempo da perdere: nei giorni scorsi Dalfy ha prorogato i 36 contratti in scadenza per un altro anno e ieri è stata preparata la lista dei nuovi direttori di dipartimento: Antonio Di Paolo per le politiche dello Sviluppo rurale e della pesca, Angelo Muraglia alla Salute, Emidio Primavera ai Trasporti, Piergiorgio Tittarelli allo Sviluppo economico, Francesco Di Filippo al Turismo, Stefania Valeri all’Avvocatura, alla direzione generale Vincenzo Rivera, anche se non ha i titoli. Insomma, alla fine, gli unici fatti fuori sono Giancarlo Zappacosta e Tommaso Di Rino, direttori scomodi. Mai mettersi di traverso, perché poi si paga, come è successo a loro.

ps: Naturalmente nessuno che fiati, le volontà di Dalfy non si discutono. Evviva le schiene dritte, evviva la Caserma-Regione.




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