·E a Montesilvano tutti leghisti·

Colpi di fulmine. Gli ultimi a salire sul carro del vincitore sono i due consiglieri comunali uscenti, Pietro Gabriele e il capogruppo Feliciano D’Ignazio. Quando hanno scoperto che non saranno candidati perché il Pd a Montesilvano ha deciso così, fuori i vecchi e dentro i giovani, loro hanno concluso che tanto valeva andarsene. Dove? Ma col centrodestra, naturalmente. Forse convergeranno in una lista civica, forse saranno candidati direttamente in qualcuno dei partiti della coalizione. Ma in un battibaleno hanno detto ciao ciao Pd.

Gianfranco Giuliante, commissario della Lega

Una punizione, secondo loro. Ma più che una punizione una strategia, oppure una furbata: visto che a queste elezioni si perde perché l’aria che tira è per la Lega, tanto vale schierare un po’ di giovani e fare piazza pulita dei vecchi, dando un segnale di cambiamento. Insomma, nessuna punizione tanto più che lo stesso segretario del Pd Enzo Cantagallo che doveva essere il capolista, ha dovuto fare un passo indietro. E, per dirla tutta, proprio i due transfughi avevano messo il veto sulla sua candidatura. Forse anche in questo caso per ragioni di calcolo (elettorale).

Feliciano D’Ignazio
Pietro Gabriele

  “La città di Montesilvano oggi è come un autogrill della politica e a fronte di un centro destra che”intruppa”amministratori di ogni epoca e di ogni “rango”, il PD ha scelto di giocare la partita della campagna elettorale all’ attacco – recita un comunicato della direzione del partito –  Liste prive di “ex” amministratori!       Liste nuove che guardano in prospettiva e che scommettono sul futuro, sull’entusiasmo e sulla concreta voglia di fare dei giovani”.                                                                                      

D’altronde l’emorragia era cominciata prestissimo. La Lega, che fino a due mesi fa praticamente non esisteva e che alle ultime elezioni non si è neppure presentata, adesso in Consiglio comunale conta dieci consiglieri, due assessori e il vice sindaco (che è il candidato sindaco del centrodestra). Nella truppa dei dieci c’è anche un consigliere eletto col Pd (Gabriele Di Stefano) e un altro (Enea D’Alonzo) in una lista di appoggio al centrosinistra. Senza passare per le urne, a Montesilvano la Lega è quindi diventata il primo partito.

D’Alonzo (il primo a tradire) con Cantagallo

Un caso emblematico. Un esodo mai registrato prima. Dieci consiglieri che passano con la Lega armi e bagagli nel giro di pochi mesi. E passi il travaso all’interno del centrodestra, ma dal Pd alla Lega è davvero un bel salto della quaglia. 

Chiaro quindi che la puzza sotto il naso il partito di Salvini non poteva farsela venire a Pescara, dove il candidato sindaco Carlo Masci aveva da tempo avviato trattative con i transfughi della giunta Alessandrini. Anche qui saranno tutti candidati, utili alla causa. E in caso di vittoria, persino in giunta.

ps: D’altronde la politica di questi tempi è senza remore, e anche senza pudore. 




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