·Dottorati & privilegi, dopo la Regione anche Pescara·

Altro che corsia preferenziale. Corsia riservata, anzi riservatissima. E non è la prima volta: ai dipendenti della Regione Abruzzo ora si aggiungono i dipendenti del Comune di Pescara. Pescara soltanto, non Teramo non L’Aquila non Chieti. A tracciarla è l’Università di Teramo che bandisce nuovi dottorati con riserva di posti alla Regione e al Comune a guida Marco Alessandrini in Biotecnologie cellulari e molecolari, Storia dell’Europa dal Medioevo all’età contemporanea, Scienza degli alimenti, Scienze mediche veterinarie, Processi di armonizzazione del diritto tra storia e sistema, Governo dell’impresa. A tutti i partecipanti il rettore Luciano D’Amico garantirà una quota di mobilità pari a 500 euro mensili, per un totale di 18 mila euro per rimborso spese. E non sarebbe niente, rispetto al privilegio che viene accordato ai pochi fortunati.

D’Amico e D’Alfonso

Infatti, i dipendenti pubblici, che siano della Regione o del Comune di Pescara, col dottorato otterranno un titolo che nei concorsi pubblici funzionerà da spartiacque, un titolo che peserà tantissimo nelle graduatorie. Che si tradurrà in punteggi da far valere nelle selezioni pubbliche e in facilitazioni per la carriera universitaria. E in fregature per i tantissimi giovani che devono pregare in tutte le lingue per poter accedere a un corso di questo tipo.
Finora, tra i fedelissimi, hanno avuto accesso al dottorato la segretaria personale del governatore, Marianna Di Stefano, ammessa in sovrannumero il 30 settembre dello scorso anno per il dottorato in “Processi di armonizzazione del diritto tra storia e sistema”, la giornalista Antonella Tollis, sempre lo scorso anno in “Storia dell’Europa”. Insieme a un nutrito gruppo di altri dipendenti. Insomma, già nel 2015, con la conquista della Regione da parte di Luciano D’Alfonso e l’arruolamento del rettore Luciano D’Amico, i dipendenti regionali di categoria C e D  in possesso di laurea magistrale, compresi quelli dello staff del presidente, hanno potuto accedere ai dottorati di ricerca.

D’Alfonso con la segretaria Marianna Di Stefano

Un bell’assist: il dottorato è un titolo accademico post lauream corrispondente al terzo ciclo dell’istruzione universitaria. Per l’ammissione occorre superare un selettivo concorso pubblico per esami per un numero di posti che è meglio che ti metti l’anima in pace. Questo per tutti i comuni mortali.

Ora però nei nuovi bandi, rispetto allo scorso anno è stata introdotta una novità: i nuovi riservatissimi posti saranno assegnati solo a personale assunto “con contratto a tempo indeterminato” e di categoria D, e questo restringe un po’ la possibilità di partecipare. Il fatto è che nel bando dell’università, che scade il 31 agosto, c’è scritto che la riserva dei posti per i dipendenti è subordinata alla stipula di una convenzione. Convenzione che per quel che riguarda i Comuni, assicura l’Anci, non c’è. Al momento esiste solo quella con la Regione Abruzzo, nella quale c’è scritto che l’ente “ha precipuo interesse all’altissima formazione e qualificazione del proprio personale anche mediante percorsi di ricerca e formazione individuale”. Formazione utilissima anche per i numerosi membri dello staff, 35 in tutto.

Naturalmente, il candidato ammesso al corso di dottorato rimarrà inquadrato nei ruoli della Regione, “mantenendo integralmente la sua posizione giuridica ed economica, assicurativa e previdenziale nonché i diritti e connessi obblighi di servizio”.
ps: una catena di montaggio piena zeppa di privilegi. Che adesso si estende al Comune di Pescara, a quanto pare. A fine agosto, si scoprirà per chi sono stati ritagliati i nuovi bandi.




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