·Donne in cerca di guai·

O sono troppo incinte, o troppo casalinghe o troppo brutte. Come vai vai, per le donne in politica e’ un momentaccio. Il caso di Giorgia Meloni a Roma o di Patrizia Bedori a Milano, dimostra che per molti maschi è meglio se le donne restano a casa: occupano spazio e niente più. E in Abruzzo e’ anche peggio.

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni

Teniamocela stretta: Marinella Sclocco è l’unica donna presente in giunta e in Consiglio regionale ce n’e’ solo un’altra: Sara Marcozzi dei Cinquestelle. Deserto rosa in Abruzzo, nel senso che donne alla Regione non ce ne sono proprio, a parte loro due. Certo, c’è una donna direttore generale, Cristina Gerardis, e moltissime dirigenti. La politica invece le tiene alla larga.

Marinella Sclocco

Marinella Sclocco

E così l’Abruzzo, secondo il dossier pubblicato da Openpolice, finisce di nuovo nel profondissimo sud: la distribuzione in base al genere calcola un 14% di donne in giunta e un 6 per cento in consiglio. Ma è un dato ottimistico, e pure troppo, forse basato sulla somma del vecchio col nuovo. Che comunque aiuta a calcolare la differenza con le Regioni del Nord ma anche del Centro Italia. Per esempio, la percentuale delle donne in Giunta nelle vicinissime Marche è del 50 per cento, in Toscana pure, nel Lazio del 40, in Emilia del 50, in Lombardia del 43, in Friuli del 44. Ma se vogliamo scendere più a Sud, mica è tutto così drammaticamente virato al maschile: in Campania la quota di donne in Giunta è del 75 per cento, in Sardegna del 42 e in Calabria del 43. Sia nelle giunte che nei Consigli regionali ci sono organi completamente mono-genere. Per i governi si va dal 75 per cento di donne in Campania allo zero del Molise. Nei dati relativi ai Consigli, agli antipodi l’Emilia col 32 per cento di donne e lo zero della Basilicata.

open

Secondo Openpolice nelle Regioni italiane le deleghe economiche sono quelle meno affidate alle donne, ma le donne scarseggiano soprattutto negli assessorati che gestiscono molti fondi. Insomma, si occupano prevalentemente di istruzione, lavoro e formazione (61%) e qui la Sclocco conferma, e del cosiddetto welfare non sanitario (politiche socio-assistenziali, sussidi e simili, in questo caso il 57%).

Senza parlare dei ruoli apicali: qui è un apriti cielo. Sulla poltrona di governatore siedono solo due donne in tutta Italia: Debora Serracchiani in Friuli e Catiuscia Marini in Umbria. I presidenti e i vice presidenti di Consiglio regionale sono donne rispettivamente nel 14 e 13 per cento dei casi. Va un po’ meglio per la carica di vice presidente della Regione: in questo caso la quota femminile sale al 29%. L’Abruzzo ha avuto nella sua storia un solo presidente donna, dal 1980 al 1985: la democristianissima Anna Nenna D’Antonio, antagonista di Remo Gaspari.

Insomma, Marinella Sclocco è l’assessore più forte che c’è: D’Alfonso se la deve tenere stretta, anche perchè un’altra assessora lui sottomano non ce l’ha. Di dirigenti quante ne vuole, ma di donne-politiche spendibili in Regione nisba. E così lei il prossimo rimpasto se lo godrà in finestra.





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