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Due sorprese di troppo rischia di trovarsi di fronte Matteo Renzi giovedì al suo arrivo a Pescara. Eppure il governatore Luciano D’Alfonso gli aveva preparato tutto al centimetro, anzi al metro, compresi i manifesti sei per tre col suo faccione affisso sui silos dell’imprenditore Walter Tosto (quello che ha fatto uno spot per il Sì al referendum e che mesi fa ha ospitato Renzi nella sue azienda e, soprattutto, quello che si accinge a realizzare a Ortona 5 serbatoi Gpl). Insomma un ingresso trionfale per il premier.

Renzi sui silos di Walter Tosto

Renzi sui silos di Walter Tosto

Adesso la festa però a Dalfy potrebbe andare di traverso, nonostante mesi e mesi di preparativi, e sarebbe un brutto guaio visto che su Renzi ha puntato tutte le carte in vista di un suo annunciato trasferimento a Roma non si sa come e non si sa quando ma si sa dove: alle Infrastrutture. Di traverso perchè il fronte del No capeggiato da Maurizio Acerbo  ha preparato un corteo che sfilerà per le vie del centro a partire dalle 18.30 in vista dell’intervista che Luca Sofri gli farà al Fla, il festival delle letterature. Ma di traverso soprattutto perchè per giovedì sarà ufficiale una crisetta regionale molto pericolosa: ieri i due assessori Andrea Gerosolimo e Donato Di Matteo, insieme al consigliere Mario Olivieri, hanno attaccato a testa bassa i project financing che Dalfy si appresta a sostenere nella sanità abruzzese.

Di Matteo con D'Alfonso

Di Matteo con D’Alfonso

Dopo aver svicolato per due settimane al pressing dalfonsiano, (telefonate, visite a sorpresa, visite a domicilio, chiamate da telefoni sconosciuti, da segretarie, visite di ambasciatori e di tutto di più), i tre adesso son pronti allo scontro frontale e domani dovrebbero tenere una conferenza stampa per precisare meglio le posizioni. E se oggi la minoranza dovesse raccogliere le firme sufficienti a firmare il famoso documento di sfiducia al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, allora D’Alfonso se la vedrebbe davvero brutta. E si presenterebbe da Renzi con una maggioranza a pezzi e molte grane da risolvere.
Tutto studiato per rovinargli la festa? Forse. Fatto sta che i tre ribelli già un mese fa avevano spedito una lettera di fuoco a D’Alfonso, contestando la gestione accentratrice e verticistica della Regione. E questo è il secondo atto:

“Dai mezzi di comunicazione apprendiamo l’intenzione del presidente di proporre l’approvazione di un mega progetto di finanza per la realizzazione, oltre che dell’ospedale di Chieti, di altri ospedali del territorio, per un importo di 840 milioni di euro”.

Gerosolimo con Olivieri

Gerosolimo con Olivieri

Una decisione unilaterale, non condivisa con la maggioranza e con gli assessori: i tre ribelli apprendono “con difficoltà e imbarazzo” di questa scelta, e pur non dichiarandosi contrari ai progetti di finanza, non sono d’accordo.

“Ci sembra di apprendere di un rilancio dell’iniziativa riguardante l’ospedale di Chieti sui cui si era già avanzata la proposta di un progetto di unificazione funzionale degli ospedali di Chieti e Pescara, e invece per tutta risposta ci ritroviamo di fronte a un fatto compiuto”.

Insomma un pericolosissimo segnale. Che per Dalfy sarebbe ordinarissima amministrazione (che ci vuole a sparigliare le carte, basta riconquistare uno dei tre), se la crisi non coincidesse con l’arrivo di Renzi.
ps: così dal figurone alla figuraccia il passo non è breve, è brevissimo.





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