·Dirigenti, ecco cosa dice la Regione·

Mapero’ riceve da Fabrizio Bernardini, direttore Risorse e organizzazione della Regione Abruzzo, questa lunga lettera in merito agli incarichi ai dirigenti.

In merito all’articolo pubblicato il 30 agosto 2018, intitolato “Gli ultimi papocchi di Dalfy”, in ragione del fatto che si fa più volte riferimento al mio incarico presso la Regione Abruzzo, preciso quanto segue.

Con decisione di Giunta del 28 agosto u.s, 22 dirigenti sono stati prorogati, per un anno, nell’incarico che attualmente ricoprono. A tal proposito, Lei scrive: “I fedelissimi invece hanno avuto un trattamento di favore: Vincenzo Rivera, il direttore generale senza titoli (secondo una sentenza del tribunale dell’Aquila) insieme a Emidio Primavera e Fabrizio Bernardini sono stati prorogati per tre anni, così la nuova amministrazione se li troverà serviti su un piatto d’argento”.
NON HO BENEFICIATO DI ALCUN TRATTAMENTO DI FAVORE: sono stato nominato Direttore del Dipartimento Risorse con delibera di Giunta Regionale n. 200 del 18 aprile 2017. La nomina è stata disposta all’esito di una procedura a evidenza pubblica, come prescritto dalla legge, identica per contenuto, termini e modalità a quella seguita, almeno negli ultimi 10 anni, per la nomina di tutti gli altri Direttori della Regione. Nella procedura in parola, da nessuno contestata, sono state presentate solo due candidature: la mia e quella di un validissimo collega aquilano. Evidentemente il Dipartimento Risorse, per le responsabilità e gli impegni che comporta, non attira ambizioni.
NON HO BENEFICIATO DI ALCUNA PROROGA: come detto, sono stato nominato Direttore per la prima volta con DGR 200 del 18 aprile 2017;  il contratto stipulato in data 28 aprile 2017 prevede la durata minima stabilita dalla legge, ovvero tre anni. Una durata inferiore sarebbe stata contraria al dettato normativo. La scadenza naturale del mio incarico è fissata pertanto, fin dall’inizio, al 27 aprile 2020, salvo quanto specificherò appresso.
La proroga dei dirigenti cui si fa riferimento nell’articolo è questione completamente diversa. Sono venuti a scadenza gli incarichi, anch’essi di durata triennale, che, su proposta del Presidente D’Alfonso, la Giunta ha assegnato, nel 2015, a 22 colleghi. I colleghi dunque hanno già espletato per tre anni funzioni dirigenziali presso i Servizi loro assegnati. L’attuale organo di indirizzo politico ha solo ritenuto opportuno non disporre un RINNOVO per ulteriori tre anni, ma disporre, specificando le motivazioni di carattere organizzativo, un allungamento della scadenza, appunto una PROROGA, per un ulteriore anno.
Lei specifica poi nell’articolo “Rivera era stato nominato ad aprile scorso per tre anni; Angelo Muraglia insediato a capo del dipartimento Salute e Welfare anche lui ad aprile (quindi un mese dopo l’elezione di Dalfy a senatore) anche lui per tre anni; Fabrizio Bernardini, nominato direttore delle Risorse e organizzazione ad aprile 2017, sempre tre anni; Antonio Di Paolo, messo a capo della Pesca sempre nel fatidico mese di aprile, tre anni; Piergiorgio Tittarelli, molto vicino all’ex segretario di Dalfy Claudio Ruffini, anche lui nominato ad aprile 2018 direttore dello Sviluppo economico per tre anni; Emidio Primavera mandato alle Infrastrutture per tre anni anche lui”.
Evidenziato che, a partire dal 2017, tutti i direttori sono stati selezionati, con procedura a evidenza pubblica, tra dirigenti di ruolo, ovvero tra coloro che hanno superato un concorso pubblico per l’accesso alla dirigenza, va ribadito che le nomine sono avvenute all’esito di una articolata procedura, da nessuno contestata, aperta a chiunque intendesse prendervi parte e basata sulla valutazione comparativa dei curriculum posseduti e dei programmi proposti. Non si tratta dunque di nomine fiduciarie, avvenute intuitu personae. Tutti gli incarichi sono stati conferiti ex – novo, non attraverso proroghe e rinnovi. La durata pertanto è stata predeterminata in tre anni, ossia il minimo stabilito dalla legge. Per i Direttori, il termine triennale non comporta vincoli: ai sensi dell’articolo 20, comma 6, della legge regionale 14 settembre 1999, n. 77 s.m.i “l’incarico di Direttore cessa decorsi centottanta giorni dall’insediamento dell’organo di direzione politica e, comunque, dal giorno precedente l’insediamento del nuovo Direttore”.
Lei conclude “Ecco pronta la Regione completamente dalfonsizzata che sarà servita all’amministrazione che vincerà le prossime elezioni regionali. Gli uomini del presidente ben saldi sulle loro poltrone per altri tre anni. Alla faccia di chi vincerà le prossime elezioni”.
Per il chiaro disposto normativo che ho riportato nel paragrafo precedente (dell’articolo 20, comma 6, della legge regionale 14 settembre 1999, n. 77 s.m.i) la Sua conclusione è del tutto errata.

Benissimo, Mapero’ prende atto delle precisazioni di Bernardini. Non si può non notare comunque, che alcuni dirigenti e alcuni direttori, con contratto triennale, sono stati prorogati per tre anni e altri per un solo anno. E nonostante tutto, non si può negare che Rivera e Primavera siano fedelissimi di D’Alfonso: se Bernardini non lo è, o non lo è più, Mapero’ ne prende atto volentieri. Nello stesso articolo si parlava però diffusamente e principalmente delle stabilizzazioni nei confronti di una serie di dipendenti che non avevano i requisiti previsti dalla legge Madia: su questo punto, la Regione e Bernardini non dicono una parola.




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