·Ufficio valanghe: la Regione fa dietrofront·

E poi la pezza. Il 27 gennaio, nove giorni dopo la tragedia di Rigopiano, dieci esatti dopo il bollettino Meteomont bellamente ignorato e al quale mai è seguita l’allerta da parte della Regione Abruzzo, un anno dopo il trasferimento all’ufficio Energia, Sabatino Belmaggio torna all’ufficio Valanghe. Una corsa a mettere riparo, un dietro front veloce e schizofrenico, un’inversione di marcia inutile e colpevole, adesso: il 27 gennaio scorso con delibera numero 27 e su proposta di Luciano D’Alfonso, la giunta regionale, presenti Giovanni Lolli, Donato Di Matteo, Silvio Paolucci, approva il ri-trasferimento di Belmaggio alla Prevenzione rischi, servizio dal quale era stato mandato via a giugno 2016. Quasi un anno in cui il servizio è rimasto bellamente scoperto. Ora, dopo l’emergenza e la tragedia, dopo il bollettino mai letto, corrono ai ripari.


Si riuniscono e deliberano il nuovo incarico per la durata di tre anni a Belmaggio che torna così a sedersi sulla poltrona di dirigente del servizio “Prevenzione dei rischi di Protezione civile del dipartimento Opere pubbliche, governo del territorio e Politiche ambientali”. E si giustifica, la Regione, dicendo che la nuova nomina è determinata dal

“nuovo assetto organizzativo del Dipartimento Opere pubbliche governo del territorio e politiche ambientale, dopo che sono state precisate le relative competenze e definiti i programmi da realizzare”.

D’Alfonso e Di Marco

La stessa giustificazione usata il 3 maggio scorso per spostare Belmaggio dal servizio Valanghe al Servizio “Politica energetica, qualità dell’aria e Sina” del dipartimento Opere pubbliche e politiche ambientali, che tra l’altro era gestito con l’interim da Iris Flacco. Insomma, un anno fa la Regione aveva ritenuto più importante assegnare un dirigente all’Energia, e non fa niente se poi l’ufficio valanghe rimaneva scoperto, tanto era maggio e si avvicinava l’estate. Non fa niente, la Regione anzi lo assumeva retrodatando il contratto al 16 aprile 2016.
Adesso, il dietrofront. Insomma, la giunta regionale si accorge solo ora e dopo una cantonata  e una enorme tragedia, di aver lasciato scoperto un servizio importante ed essenziale. Purtroppo troppo tardi.

Quel 17 gennaio nessuno lesse il bollettino Meteomont che annunciava il rischio valanghe con punteggio 4 su un massimo di 5. Nessuno: all’epoca l’ufficio era vuoto, il servizio vacante.  Prima era Balmaggio a leggere le pec inviate da Meteomont a Prefettura e Regione, adesso nessuno: il bollettino finisce sul sito della Protezione civile in automatico e quel 17 gennaio viene regolarmente pubblicato (così dicono alla Regione e dobbiamo fidarci, visto che ogni bollettino giornaliero cancella i precedenti: la procura per accertarlo dovrà affidarsi a un perito informatico) ma non lo legge neppure il direttore del Servizio di Protezione civile Carlo Giovani, che presiede la commissione valanghe della Regione Abruzzo. Una commissione che si riunisce ogni tanto per decidere come affrontare le emergenze. Sì, le emergenze. Con un rischio valanghe così alto sul Gran Sasso la Regione avrebbe dovuto lanciare l’allerta. Perché così prescrive la legge regionale, la numero 47 del 18 giugno 1992 che all’articolo 4, comma 4, stabilisce che il Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe (Coreneva) debba collaborare

“con il Servizio per la Protezione civile per la divulgazione periodica del Bollettino Meteomont, favorendone la tempestiva e capillare conoscenza da parte di tutti gli utenti, anche avvalendosi di attrezzature idonee allo scopo”.

Il sottosegretario delegato alla Protezione civile

Insomma la Regione non solo doveva leggere il bollettino, e questo è sacrosanto, ma doveva immediatamente allertare le zone a rischio e gli enti competenti, secondo quanto prescrive la legge. Ma non lo ha fatto. Non ha manco letto la mail. Se avesse incrociato il bollettino Meteomont con la mail dell’albergo forse le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma nessuno si accorge di nulla, nessuno legge.
Eppure qualche giorno prima, il 9 gennaio, quando Meteomont divulga un altro rischio valanghe pari a 4 ma questa volta sulla Maiella, la Regione non solo se ne accorge ma pubblica il comunicato anche sulla sua Home-page.
ps: E ora la pezza. Peggiore, e di molto, del buco.




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