·Di Stefano-Martino, fuoco e fiamme·

La seconda pallottola Antonio Martino la spara ieri: al coordinamento di Forza Italia invita tutti tranne Fabrizio Di Stefano, il suo nemico numero uno. Non bastava l’identikit del presidente ideale tracciato qualche giorno fa: un ex An ma non lui. Ora l’ex parlamentare di Forza Italia per Martino è diventato uno spauracchio, l’avversario da abbattere. Nel giorno della sconfitta del candidato di centrodestra a Teramo il coordinatore azzurro, ex renziano, lascia fuori dalla porta Di Stefano. Un affronto.

“Non si costruiscono le vittorie con l’arroganza del mettersi in cattedra, del vergare su una lavagna i “buoni” e i “cattivi” o dell’escludere, come è stato fatto in occasione della riunione del Coordinamento regionale di FI di oggi, chi come il sottoscritto evidentemente non è amato dal nuovo Leader di Forza Italia Abruzzo: l’On. Martino

dice Di Stefano. 

Fabrizio Di Stefano

Credo si debba lavorare per ricostruire l’armonia del Centrodestra, per includere e non escludere e quindi aprire anche ai soggetti civici ma per premiare la coerenza di chi da questa parte c’è sempre stato e non di coloro che, dopo essere stati fianco a fianco con il Presidente D’Alfonso, condividendone quindi anche le responsabilità dei disastri amministrativi, adesso saltano sul carro dei vincitori”

(e qui è chiara l’allusione alla nuova associazione civica fondata da Donato Di Matteo e Andrea Gerosolimo: e tanto per essere chiari anche un incontro organizzato a Montesilvano con l’ex assessore Di Matteo è stato annullato).

Insomma, spazio alle civiche di Zelli & c, semaforo rosso a Gero & c. Ma l’esperienza di Teramo insegna che divisi non si va da nessuna parte, rincara Di Stefano. Ma da questo orecchio Martino non ci sente.

Martino con Pagano e Berlusconi

Anzi. L’imprenditore accusa l’ex An di essere diventato filo-leghista. Quando invece, secondo il tam tam romano e Impaginato.it (mai smentito), proprio Martino insieme con Nazario Pagano, avrebbe avuto abboccamenti con la Lega e in particolare con Botta, Di Paolo e il sottosegretario Durigon.

Insomma, entrambi avrebbero fatto parte di quel pattuglione di parlamentari azzurri che hanno bussato alla porta di Giancarlo Giorgetti per ottenere un passe-partout per la maggioranza. Una transumanza che dovrebbe realizzarsi un po’ alla volta, passo dopo passo e che è particolarmente gradita se proviene proprio dal centro-sud Italia. Raffaele Fitto per esempio sarebbe nelle grazie di Matteo Salvini, e con Fitto stava da qualche tempo il pescarese Riccardo Chiavaroli poi anche lui passato alla Lega. Lo stesso Corriere scrive che in Abruzzo, dove per le Regionali si vota entro la fine dell’anno, il fuggi fuggi solo andata da Forza Italia alla Lega, nei Comuni, è praticamente quotidiano. Ed è culminato nel passaggio ai salviniani del potente mister preferenze della Marsica Antonio Morgante.

“Un’operazione di rafforzamento che consentirebbe ai leghisti di imporre la nomination a governatore di Fabrizio Di Stefano, un ex deputato berlusconiano in rotta con Forza Italia. Se l’operazione andasse in porto, e lo si capirà presto, Di Stefano potrebbe diventare a stretto giro il primo «leghista» (anche se con le virgolette) a guidare una regione del centro-sud”.

Matteo Salvini

ps: Insomma, ce n’è abbastanza per scatenare le gelosie di Martino & Pagano. Anche se poi Salvini ha bloccato tutto: le new entry sono rimandate a data da destinarsi, ma l’Abruzzo è nel cuore del ministro dell’Interno dove la campagna acquisti a quanto pare va a gonfie vele. 




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