·Tommaso meglio di Dezio·

E’ Tommaso Di Biase, architetto ed ex assessore in quota Rifondazione al Comune di Pescara ai tempi di Luciano D’Alfonso sindaco, autore del progetto del ponte del cielo poi cassato dalla Sovrintendenza, ora fedelissimo del governatore, il nuovo direttore generale dell’Ersi, l’ente d’ambito del servizio idrico integrato. E’ risultato vincitore di una sfida a due, tra lui e Guido Dezio, altro fedelissimo del presidente. Una terza candidata, Sebastiana Parlavecchio, non è stata ammessa al colloquio e nonostante una diffida a non procedere alla selezione del direttore generale e una richiesta di acquisizione di atti, il consiglio direttivo presieduto da Daniela Valenza, segretaria di giunta di D’Alfonso, ha ritenuto di fare orecchie da mercante.

Tommaso Di Biase

E così, il 28 aprile, si sono tenute le famose prove. Riferisce il verbale della seduta che il primo a entrare, alle 11.50, è stato Guido Dezio. La Valenza però si è astenuta, visto il rapporto di amicizia che la lega al dirigente del Comune di Pescara, e al suo posto ha presieduto Roberto Di Marco.Venticinque minuti di colloquio, poi è entrato Di Biase. E alla fine l’ha spuntata l’architetto.

“Entrambi i candidati – si legge nel verbale – hanno dimostrato il possesso di competenze e conoscenze di carattere sia amministrativo che gestionale”.

Sotto l’aspetto motivazionale, “non si ravvisano particolari differenziazioni”, insomma tutti e due erano ben motivati “e hanno dimostrato un forte interesse” per il servizio idrico. Tuttavia. Tuttavia, dice il verbale, anche se Dezio ha fatto esperienze da dirigente, quelle di Di Biase sono risultate “invece frutto di una esperienza più ampia, maturata a più livelli di amministrazione, in ambiti diversi ed anche con una certa contiguità alla materia ambientale”.

Quindi, alla fine, di sicuro rilievo è stata per la commissione “la propensione del candidato Di Biase ad affrontare problematiche di carattere ambientale, quale è appunto la gestione del servizio idrico, come emerge anche chiaramente dall’esperienza riportata nel curriculum”.

Dezio con D’Alfonso

Lo stipendio del direttore generale, appositamente generato da una modifica dello Statuto dell’ente, supererà i 200 mila euro. Il 7 febbraio scorso infatti la Regione ha approvato alcune novità che riguardano il direttore generale: prevista la laurea ma non la specializzazione nel servizio idrico integrato, inoltre è stato stabilito che «l’incarico è conferito tramite contratto a tempo determinato di diritto pubblico o con contratto di diritto privato al di fuori della dotazione organica dell’Ersi». Sulla retribuzione, la ciliegina sulla torta: resta la cifra equivalente a quella prevista per i dirigenti  del comparto Regioni, sparisce l’indennità ad personam commisurata alla specifica qualificazione professionale, ma compare magicamente una premialità correlata al livello di raggiungimento degli obiettivi. L’importo del premio può raggiungere al massimo il 30% della retribuzione lorda annua prevista.
ps: Ed ecco qui il nuovo direttore generale dell’ente d’ambito che avrebbe dovuto prendere il posto degli Ato. Ma alla fine della storia, tutti in piedi: Ersi, Ato e via dicendo. Alla faccia delle riforme. Con tanto di presidenti, consigli di amministrazione, commissari e ora, anche direttori generali. E con stipendi d’oro. La moltiplicazione dei pani e dei pesci (pardon, dei direttori).




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