·D’Amario napoletano·

Highlander se ne va. Il manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario, l’ultimo sopravvissuto all’autodafè dei direttori di centrodestra, ha trovato di meglio da fare: la Lorenzin lo ha incoronato subcommissario della Campania (numero due di Joseph Polimeni che arriverà dalla Asl di Lucca), che è comunque un bel passo avanti.

Claudio D'Amario

Claudio D’Amario

Se ne andrà lasciando campo libero alla Asl unica, che però è ancora un grande punto interrogativo, non solo perchè i Pd di Teramo e L’Aquila alzano le barricate ma anche perchè il no più secco arriva dalla senatrice Federica Chiavaroli di Ncd, che non solo è nelle grazie di Luciano D’Alfonso ma soprattutto in quelle della ministra della Salute Beatrice Lorenzin, alla quale ha persino prestato la casa a Pescocostanzo per le vacanze di ferragosto.

Federica Chiavaroli

Federica Chiavaroli

L’addio di D’Amario, che conclude il ciclo di spoil system morbido adottato dalla giunta D’Alfonso nei confronti dei manager, atterra in una giornata invelenita dalla coccola alle cliniche, che non è andata a segno per ora solo grazie all’occhio lungo di Domenico Pettinari dei cinquestelle. Ma questa è un’altra storia. D’Amario era stato preceduto qualche giorno fa dal direttore amministrativo Domenico Carano, che gli ha fatto da battipista firmando le dimissioni senza un vero perché. Forse aveva fiutato l’aria. E tutti adesso a domandarsi chi avrà paracadutato in Campania il manager dal capello biondo-tinto. D’Alfonso o la Chiavaroli? La senatrice non si fa pregare:

<Non è un mistero. Sono stata io a presentarlo alla ministra Lorenzin in occasione della sua visita a Chieti nel 2013 all’inaugurazione del reparto di Mastropasqua. Si sono conosciuti lì, D’Amario fece un intervento convincente, ed è scoccata la scintilla. Poi lui è bravissimo a coltivare le relazioni: inviava proposte, suggerimenti, dossier>.

Ecco perchè poi si dimenticava di far aggiustare la macchina per la radioterapia. La storia la conosciamo: lui grazie a questa sponsorizzazione è rimasto in sella fino alla fine, poi ha ottenuto un importante incarico all’Aifa, al posto di Franco Cuccurullo, e ora la Campania.

<Però non mi venissero a parlare di Asl unica – aggiunge la Chiavaroli – dovunque è stata adottata si è rivelata un fallimento>. Quindi, Regione sull’attenti.

La Lorenzin a Chieti con Mastropasqua

La Lorenzin a Chieti con Mastropasqua

Ecco, ci mancava lei. E ieri sulla Asl unica si è spaccato pure l’Anaao (l’associazione dei medici ospedalieri): se Teramo dice no, aquilani teatini e pescaresi si dissociano. <No ai campanili>, dicono più saggiamente. Peccato che la giornata sanitaria fosse cominciata male, malissimo alla Regione, dopo la notizia della tana fatta a Mario Olivieri in commissione Sanità. Preparavano un regalo di Natale niente male alle cliniche private. La proposta di legge dell’esponente di Abruzzo civico (il partito del neo assessore Andrea Gerosolimo) prevede la riforma della legge n.32 del 2007 varata dall’ex assessore Bernardo Mazzocca in materia di norme per l’accreditamento. Legge che prima di allora non era mai esistita. La riforma confeziona un regalo triplo: intanto viene cancellata la norma che prevede la revoca dell’accreditamento nel caso in cui la clinica sfori il budget stabilito (in pratica, i privati resterebbero liberi di offrire maggiori prestazioni e di chiedere i rimborsi alla Regione senza rischiare nulla); poi assegna alla giunta regionale il potere di predisporre le visite ispettive per la verifica dei requisiti (prima erano le direzioni regionali) e allunga contemporaneamente i termini per mettersi in regola da 60 a 90 giorni; e alla fine consente ai laboratori privati di introdurre personale non iscritto agli albi.

<A discapito – commenta Pettinari che ha scoperto l’inghippo – della qualità delle prestazioni sanitarie e della salute dei cittadini>.

Mario Olivieri

Mario Olivieri

Manco fosse il primo regalo ai privati: solo a giugno scorso la Regione ha riconosciuto ai privati un extrabudget di otto milioni per il 2014 e altri otto per il 2015, a fronte di uno sforamento dell’anno precedente di soli tre milioni. Fosse una novità. E insomma, per ora la legge è stata rinviata, ma chissà. Il firmatario Mario Olivieri si è giustificato dicendo che nel copia-incolla è saltato proprio quell’articolo sullo sforamento dei budget. Sicuro, può essere andata così: certo una fortuna sfacciata per le cliniche che tra tanti commi vedono saltare proprio quello là. Olivieri si giustifica: tanto rumore per nulla.

<Sono rammaricato, quello era solo un progetto di legge da sottoporre al vaglio delle forze politiche non una legge già approvata. Inoltre la maggioranza ha manifestato la volontà di migliorare il testo predisposto dall’organo tecnico>.

Ecco qua il colpevole: l’organo tecnico. Che però non ha ancora nome e cognome. E visto che si è scatenata la caccia al colpevole, vale la pena chiedersi se Olivieri l’abbia pensata da solo quella legge (ma nessuno ci crede) o l’abbia concordata con il commissario e l’assessore (più probabilmente). Fatto sta che alla Regione è successo un putiferio. Sembra che l’assessore Paolucci non ne fosse al corrente, e allora i sospetti si sono concentrati tutti su Gerosolimo (partner di Olivieri in Abruzzo civico) e naturalmente su D’Alfonso. Mentre l’estensore materiale sarebbe un ex dirigente della Regione ora al lavoro in un ospedale della provincia di Pescara. La bega è tutta interna alla maggioranza e gli stracci stanno volando tra quattro persone.

D'Alfonso e Paolucci

D’Alfonso e Paolucci

Ps: l’unico problema è che Olivieri ha detto che la legge è stata rinviata, non ritirata. E quindi tornerà presto in commissione. Magari in un giorno in cui Pettinari ha il raffreddore. Tanto gli altri dormono.





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