·Dalfy, ghe pensi mi·

Fa tutto lui. Lo ha scritto in un decreto, caso mai a qualcuno non fosse chiaro. A parte le deleghe attribuite agli assessori e al vice presidente (che però hanno scarsa scarsissima autonomia e spesso come le tre scimmiette non vedono non sentono non parlano), e quelle che si è manutenuto lui, tutto il resto lo fa il governatore della Regione Abruzzo. Luciano D’Alfonso, of course.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Il decreto è illuminante: a parte le deleghe e le funzioni che gli sono attribuite dalla Costituzione e quelle di assessori e vice presidente, tutto il resto è di competenza sua,

<ivi compresa qualsiasi proposta o designazione riguardante ogni incarico dirigenziale della giunta regionale, o la proposta e/o designazione dei rappresentanti degli organi amministrativi e di vertice di enti, aziende, agenzie, società, consorzi e organismi comunque denominati che siano controllati, partecipati o vigilati dalla Regione e la cui nomina non dipenda dal Consiglio regionale ai sensi dello Statuto vigente, anche laddove la predetta proposta o designazione coinvolga settori di attività affidati al vicepresidente e agli assessori>.

Insomma, soprattutto le nomine. Le fa lui, chiaro no? Tutte, anche quelle che in qualche modo hanno a che fare con i settori di competenza degli altri, ci pensa D’Alfonso. Nessuna ingerenza è ammessa, nessuna interferenza.

Pescara - nuova Giunta regionale

Il fatto che sia stato firmato un decreto l’8 aprile scorso, tradisce la volontà di puntualizzare un argomento sul quale in passato c’è stato qualche scontro, tra lui e gli esponenti di giunta. E allora, meglio mettere le cose in chiaro.

La giustificazione è nobile, naturalmente: le figure giuridiche di amministrazione e di vertice che a qualsiasi titolo impegnano risorse economiche con ricadute verso l’esterno,

<debbono rispondere a una logica di coordinamento della finanza pubblica>, si legge nel decreto.

Non solo: la Regione con questo decreto intende

<ricondurre la gestione di qualsiasi organismo entro una dinamica coerente con la stabilità finanziaria regionale e dunque verso una ricomposizione di entrate e spese che consenta di rafforzare il percorso di crescita e di sviluppo regionale, anche mediante strumenti di coordinamento>.

Insomma, meglio che ci sia un uomo solo al comando.

Ps: avevate qualche dubbio?





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