·Dalfy: feste, fiere & promesse·

Tempo di elezioni, tempo di premi e di promozioni. Anche per il bistrattatissimo personale regionale. La lettera è pronta: il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso l’ha firmata il 7 novembre e annuncia la ripresa del capitolo feste & fiere, sospeso per alcuni mesi a causa dell’altolà della Corte dei Conti.

E’ una lettera indirizzata a tutti i responsabili di servizio, e comincia con un “Carissimo”. Contiene alcune verità e molte bugie, e soprattutto l’indicazione (nascosta tra le righe ma facilmente comprensibile per chi l’ha ricevuta) dei fortunati che forse già entro la fine dell’anno riceveranno l’encomio del governatore e anche i nomi dei direttori di dipartimento che probabilmente si salveranno dal redde rationem annunciato tempo fa (fuori tutti o quasi tutti alla scadenza dei contratti).
Comincia con l’auto-elogio, la letterina di Natale:

“Con l’introduzione nel disegno di legge di Bilancio della norma Salva-Abruzzo, elaborata e voluta da questa amministrazione nei colloqui frontali col ministro dell’economia e il premier Paolo Gentiloni, la Regione Abruzzo è a un punto di svolta nella sua storia amministrativa”.

La lettera continua elencando gli incontri col ministro Padoan (a Roma due volte, un’altra a Chieti per un convegno) che avrebbero prodotto l’obiettivo della rateizzazione del debito in 20 anni, con una ripartizione annuale dei costi di 25 milioni di euro l’anno. E quindi evviva, si tornerà a brindare: non solo, dice D’Alfonso, si potranno pagare i debiti ma soprattutto, ed è quello che più sta a cuore alla Regione,

”potranno ripartire le procedure concorsuali ferme dal 1988. Ciò si tradurrà in circa 100 nuovi posti di lavoro che saranno disponibili sia per valorizzazione le professionalità interne, sia per l’assunzione di nuove figure professionali specializzate”.

 

Seguono i ringraziamenti per tutti, e poi ringraziamenti “speciali” per il direttore generale Vincenzo Rivera (miracolosamente passato da un incarico provvisorio a definitivo, senza concorso), al Capo dipartimento Fabrizio Bernardini e a tutti i dipendenti del dipartimento Risorse e Organizzazione della Regione Abruzzo. E questi due saranno probabilmente gli unici direttori che sopravviveranno alla scure di fine anno.
La rivendicazione è di quelle da segno blu: in realtà la norma non è assolutamente una norma salva-Abruzzo, ma è una norma della legge di bilancio, valida per tutte le Regioni, che stabilisce che il ripiano del disavanzo 2014 possa essere rideterminato “in quote costanti, in non oltre 20 esercizi per le Regioni che si impegnano a riqualificare la propria spesa attraverso il progressivo incremento degli investimenti”. Punto e basta.

I concorsi poi erano pronti da un pezzo, messi in cantiere nonostante il veto della Corte dei Conti e tenuti nel congelatore in attesa di tempi migliori: 50 posti annunciati e deliberati già un mese fa perché in tempo di campagna elettorale fanno comodo (e voti).
Il fatto è che anche questa è una bugia: non è la legge spalma-debito a rendere possibili i concorsi (e le assunzioni) ma l’approvazione dei consuntivi. Che però non ci sono ancora.
ps: Quindi per il momento niente festa & fiere. Ma solo roboanti promesse.





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