·Cup a ostacoli·

Sì, ci mancherebbe altro. Mica puoi pretendere di prenotare qualsiasi cosa al Cup unico regionale, fresca conquista degli abruzzesi pagata a peso d’oro, no davvero. Così, dopo inutili e snervanti attese, dopo aver rigorosamente premuto il tasto uno o due o tre a seconda della Asl prescelta (e la prima opzione è Lanciano, visto che l’azienda capofila che ha vinto l’appalto è proprio di quelle parti, alla faccia dei campanili), il malcapitato di turno si sente rispondere che no, gli esami di laboratorio non si prenotano per telefono. Devi andarteli a prenotare direttamente di persona, al Cup dell’ospedale se le analisi vuoi fartele lì o direttamente nei presidi. E perché mai.

<Perchè sarebbe complicatissimo trascrivere esame per esame, con quei nomi impossibili, ci vorrebbe troppo tempo>, risponde l’addetto del Cup.

Riunione sulla sanità alla Regione

Riunione sulla sanità alla Regione

Sì, troppo complicato. Così, nell’era dei telefoni e persino delle mail (ma in Abruzzo di digitalizzazione non se ne parla neppure), il paziente la prenotazione deve andarsela a fare di persona. In fila, allo sportello. Anche se è vecchio, o malato, o se non ha nessuno che ci vada al posto suo.

E’ costato 60 milioni di euro l’appalto del Cup, ed è finito così, perchè così, proprio in questi termini è stato sottoscritto dalla Regione. Per la verità il programma elettorale del centrosinistra e del presidente Luciano D’Alfonso prometteva grandi cose in materia di sanità. La presa in carico del paziente, per esempio. Con l’istituzione di uno sportello per accogliere il malato e per accompagnarlo nel percorso della diagnosi e della cura, reso difficoltoso e complicato dalle tortuosità della burocrazia.

Luciano D'Alfonso

L Luciano D’Alfonso

Esempi a bizzeffe, in quel programma: un malato di cuore che debba fare vari tipi di accertamenti (tipo analisi, ecografie, holter), avrà la possibilità di fare una prenotazione unica e di effettuare gli esami in un’unica giornata. Nulla di tutto questo. Neppure un passo in quella direzione: in due anni di legislatura, di sportello e di prese in carico non si parla più, se non vagamente nel nuovo piano sanitario che deve ancora essere approvato. Quello stesso paziente oggi dovrà fare varie telefonate, forse una fila di persona, e dovrà tornare in ospedale per i singoli accertamenti almeno cinque volte, impiegando tre o quattro mesi prima di avere una diagnosi definitiva. Pagando tra l’altro dei ticket che a volte equivalgono al prezzo della prestazione.

Eppure basterebbe poco, pochissimo. Basterebbe lavoro e buon senso. Ma nulla di tutto questo è stato partorito e neppure lontanamente avviato dal foltissimo staff di saggi e contro-saggi attualmente al lavoro sulla sanità. E’ il più grande tradimento del centrosinistra, questo qua.




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