·Costantini sindaco per un pugno di voti·

“Comunque vada” scriveva ieri su Facebook Pietro Tribuiani. “Comunque vada”, dicevano anche i suoi sostenitori in ogni dove. Bruttissimo segno: e infatti Tribuiani, il candidato tirato fuori dal cilindro da Piero Fioretti e Giuseppe Bellachioma a Giulianova, è rimasto a casa, sconfitto da Jwan Costantini, ex coordinatore di Forza Italia che alla fine aveva deciso di correre per conto suo, sostenuto da sette liste civiche.

Costantini si affaccia dal balcone subito dopo la vittoria

Costantini vince per 59 voti, forse grazie anche ai voti del Pd e dà uno smacco pesante alla Lega, al coordinatore regionale del Carroccio, all’assessore regionale che a tutti i costi avevano voluto imporre il loro candidato, provocando una spaccatura profonda e dolorosa per il centrodestra. Uno scontro al cardiopalmo, il cui esito è rimasto appeso fino all’ultimo, fino allo spoglio dell’ultima sezione, la 23esima. Il finale vede Costantini vincitore con 4.678 voti contro i 4.619 di Tribuiani.

Costantini con la sua famiglia

Aveva chiuso in vantaggio anche al primo turno Costantini, ottenendo un sorprendente 30,98% pari a 4.050 voti contro il 28,9 per cento di Tribuiani, pari a 3.7833 voti. Il leghista d’altronde era appoggiato solo da Idea di Gaetano Quagliariello, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che aveva preso solo l’1,6 per cento. Nonostante il risultato finale di Costantini, Tribuiani ha fatto una rimonta consistente rispetto al primo turno.

Tribuiani durante il comizio di chiusura

Ma che non ci fossero margini si era capito subito, da quando Matteo Salvini aveva fatto sapere che a Giulianova non ci avrebbe messo piede: brutto segno anche questo. Anche se la bassa affluenza di ieri, circa il 45 per cento in cui ha inciso non soltanto la bella giornata di sole, ha determinato un drastico calo di consensi per il nuovo sindaco. Che si aspettava un successo più netto. Anche se da solo con le liste civiche, ha sconfitto il colosso del centrodestra ufficiale.

A mezzanotte e cinquantuno si affaccia sul balcone di casa, e poi finalmente esce, preceduto di poco da Paolo Gatti, con la sciarpa del Giulianova e in lacrime. Ed è subito festa.




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