·Convegnucci e vino·

Servono a poco, se non proprio a niente. Più salotti da chiacchiere e buffet, utili a costruire carriere contatti e diplomazie, che terreno di confronto e di studio. L’era di Luciano D’Alfonso in Abruzzo va così: un convegno tira l’altro, a via di spottoni e manifesti, dove i blablabla spesso non sono mediati da nessuno, senza giornalisti senza interlocutori scomodi. E spesso senza domande.

Convegno con Jajovcic

Convegno con Jajovcic

Ma i convegni alla politica servono, e servono a gratificare qualche dirigente o un accademico, eccome se servono. Terreno utile per scambi di cortesie, come quello sulle Reti Ten-t (che come Maperò vi ha già raccontato tempo fa, bene che va in Abruzzo si faranno nel 2023), che sono molto di là da venire ma che valgono sempre un convegno. Soprattutto se gli ospiti hanno nomi altisonanti, e spesso solo i nomi.

Servono alla politica, e costano alle tasche pubbliche. Spesso un sacco di soldi, tra ospitalità, pranzi cene ristoranti e mazzi di fiori, sempre a spese dei contribuenti. Un esempio per tutti: a gennaio scorso a Pescara si è tenuto un convegno sul progetto Adrigov: “Adriatic governance operational plan”. Si festeggia l’approvazione da parte della Ue del programma di cooperazione transfrontaliera. E dopo una serie di bocciature, è un evento che merita un brindisi.

Un altro convegno

Un altro convegno

Primo aspetto: se le spese non superano i 40 mila euro, gli enti pubblici procedono con l’affidamento diretto. E così beni e servizi necessari al convegno, al quale partecipano Luciano D’Alfonso, Ivan Jakovcic, Aldrin Dalipi, Stefano Bonaccini, Luca Ceriscioli presidente della Regione Marche e Paolo Di Laura Frattura presidente del Molise e tanti altri, vengono richiesti direttamente ai fornitori di fiducia della Regione.

Un esempio delle spese: alla ditta D’Angelo di Cacciagrano che organizza il coffee break per 80 persone, 480 euro (un po’ cari questi caffè); all‘Hotel Plaza, “per la favorevole collocazione vicino alla stazione ferroviaria nonché per la favorevole offerta economica”, 161,82 euro, alla Taverna 58 per la cena 420 euro; per il ristorante Mila vicino all’ex Aurum che provvede al pranzo (dopo il coffee break e prima della cena c’è il pranzo, of course), 863 euro.

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Ma non basta. “Vista l’urgenza per la preparazione e l’affissione dei manifesti, è stata contattata la ditta “Grafica sud”, totale 1.548,55 euro. E mica finisce qua: gli impianti audio, “per la buona riuscita del convegno” alla Spray record snc costano 2.196,00 euro; e poi il servizio streeming alla ditta Witel srl, altri 1.100,00 euro. Ma ancora: “Vista l’importanza dell’evento, è stato necessario effettuare una campagna di comunicazione su tutto il territorio”, affidata all’associazione culturale City rumors (300 euro), a Indipendent Identity (366 euro), Enfasi srl (300), Comunicareidee (300), Aruba pec (366).

E tarallucci e vino sono compresi nel prezzo.

Ps: alla fine della fiera, i costi del convegno, sulla carta, non sono pochi spiccioli. Moltiplichiamoli per tutti quelli che la Regione organizza, tra seminari conferenze eccetera eccetera, e facciamoci un’idea. Considerato che non servono a nulla (se servissero, che senso avrebbe la necessità di comunicarli? Non bastano i manifesti? Non partecipano solo gli addetti ai lavori e i dalfonso’s boys?). “Considerata l’importanza dell’evento”, come dicono loro, tutta questa pubblicità a che serve? Insomma, sprechi di ordinaria follia. E niente più.




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