·Consiglio in ostaggio di Dalfy·

Rinviato a martedì prossimo: il Consiglio regionale che doveva decidere sull’incompatibilità di Luciano D’Alfonso non ha i numeri per camminare e così oggi non si farà, annullato. Dal 27 dicembre ad oggi, grazie a una maggioranza compiacente e a una presidenza del Consiglio completamente appiattita, in Abruzzo si è tenuto solo mezzo consiglio regionale, l’altra metà si terrà martedì prossimo, ma sempre col punto interrogativo e sempre se ciò aggraderà il presidente-senatore. 

D’Alfonso e Di Pangrazio

Non è stata però soltanto la dichiarazione di Di Matteo a mettere in guardia Dalfy e a far spostare il Consiglio, “voterò per l’incompatibilità” ha annunciato, né l’indecisione di Andrea Gerosolimo ma, fatto ancora più grave, la decisione del vice presidente Giovanni Lolli (leggi il post sopra), di non reggere più il mantello al presidente della Regione dicendogli che con questi metodi lui la faccia e la firma non ce le mette più. E infatti, la giunta per le nomine dei fedelissimi si è fatta senza di lui.

Mezzo consiglio regionale in quasi cinque mesi. Durissima è stata la reazione del senatore dei Cinquestelle Primo Di Nicola:

“D’Alfonso rimuova al più presto la situazione d’incompatibilità in cui si trova, lo chiediamo in quest’Aula anche agli organi del suo partito e del suo gruppo parlamentare, sarebbe un gesto che restituirebbe dignità alla politica”.

Primo Di Nicola

“Inoltre troviamo grave il fatto che, lo scorso 26 aprile, – evidenzia Di Nicola – la Giunta per le elezioni della Regione Abruzzo non sia intervenuta per sancire questo evidente vulnus. Nonostante questa palese incompatibilità, tangibile ed evidente, che non ha bisogno di verifiche ulteriori da parte degli organi parlamentari, Luciano D’Alfonso continua ad occupare le due cariche con grave danno per le normali attività della Regione Abruzzo, che avrebbe bisogno di un governatore a tempo pieno, per affrontare tutte le emergenze, da quella occupazionale, ambientale a quella sismica”.

Ma sia lui che il Pd fanno orecchie da mercante. E d’altronde, con l’incertezza che regna a Roma, e il rischio di nuove elezioni alle porte, meglio aspettare: haivisto mai che rimane senza poltrona?




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