·Condotta antisindacale: multata la Tua·

Quattromila euro di multa all’azienda di trasporto regionale abruzzese Tua per comportamento antisindacale: la decisione è arrivata al termine di un lungo conflitto con la Cgil e la decisione del tribunale è piombata sulla testa del presidente Tullio Tonelli proprio in questi giorni. 

Per mesi la Tua ha rifiutato di concedere l’aspettativa sindacale non retribuita al segretario della Fit-Cgil Maurizio Di Martino, tra l’altro macchinista della Sangritana. Permessi negati perché alla fine manca il personale, anche se l’azienda non vuole ammetterlo e anzi, ostinatamente nega, anche se in qualche caso è stata costretta ad ammettere che le carenze si riscontrano spesso proprio a causa dei permessi richiesti dai sindacalisti.

Maurizio Di Martino

In ogni caso, la violazione dei diritti dei lavoratori è stata adesso sanzionata dal tribunale. E la Tua dovrà pagare. 

Ma non è questo l’unico problema. In meno di nove mesi sono stati soppressi 100 treni, secondo la Cgil proprio a causa della carenza di macchinisti e capitreno oppure per guasti. Un treno ogni due giorni.

“Si ribadisce pertanto lo sconcerto di dover constatare l’estrema facilità con la quale si sopprimono servizi essenziali per i pendolari e per i cittadini in virtù di carenze organizzative e programmatorie nella gestione del servizio da parte di TUA Spa”,

ha scritto la Cgil in una lettera indirizzata ai quattro prefetti di Chieti, Pescara, Teramo, Ascoli Piceno e Campobasso.

Tagli soltanto in parte ammesso dall’azienda: “E’ vero – ha detto l’azienda – che la Divisione Ferroviaria di Tua Spa è stata costretta a sopprimere, dall’inizio dell’anno, 100 treni degli 8798 programmati, assicurando, in ogni caso, una produzione pari al 99%. Ma ad oggi, non si registra alcuna carenza di personale tra gli equipaggi del trasporto ferroviario Tpl. Sono previsti 16 macchinisti e ne sono in forza 16. Sono previsti altrettanti capi treno e altrettanti ne sono in forza”.

In merito alle cause della soppressione, la Tua le attribuisce a congedi parentali, malattie, ma soprattutto “ai permessi sindacali”.

ps1: che sono diritti inviolabili. E che lo dica un’azienda pubblica, è davvero molto grave. 

ps2: alla stessa legge fanno riferimento i politici quando prendono aspettative dalle aziende per le quali lavorano, tanto per essere chiari.





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